Chris Succo, siamo tutti artisti

Chris Succo, siamo tutti artisti

Per la serie siamo tutti artisti, presentiamo le opere di Chris Succo. Forse qualcuno si indignerà per quello che leggerà di seguito ma, guardate le sue opere e poi dovrete arrampicarvi sugli specchi per negare l’evidenza, quali fini oratori dovrete calarvi nella parte di dotti paladini dell’inesistente e trovare argomentazioni al limite della fantascienza per arrivare a pretendere l’illusione di averci convinto del contrario.

Chris Succo nasce nel 1979 a Dusseldorf in Germania dove risiede e lavora ma è spesso attivo anche a Londra.

Il suo pensiero artistico si nutre di materiali, nuovi materiali che espone, nella classica forma rettangolare del quadro talvolta senza nessun intervento visibile.

Come se l’essere cartone o pannello di gesso o rete metallica fossero già bastevole per essere opera d’Arte finita, Succo innalza questi “tasselli” di mondo concreto a capolavori astratti, appendendoli ai muri delle gallerie.

I risultati sono osceni, o meglio, non arrivano ad essere osceni perché semplicemente esteticamente inutili, già visti, già presentati.

Tra il Minimalismo senza minima personale innovazione e l’accenno materico, Succo mostra tutto il suo mondo, a dire il vero vuoto e privo di stimoli descrittivi, semplicemente a-emotivo, a-razionale, a-originale.

Come molti altri “artisti” purtroppo non illuminati dalle muse ma forse più abili nella personale presentazione di sé, Succo è in realtà presente in diverse gallerie, e introdotto nel mercato dell’Arte, ma questo non fa di lui un vero artista.

Perversioni del mercato, figli di una felice condizione economica , fenomeni come Chris Succo si presentano nelle gallerie e talvolta ottengono risultati, il mondo dell’Arte accetta tutto e al limite bolla con un “non mi interessa” anche scempiaggini abominevoli.

Chris Succo è portatore sano di un’Arte libera, non dagli schemi che perfettamente ripropone, ma dalla voglia di stupire, di creare, di fare Arte, rifilandoci roba che già decine di anni fa era stantia nelle gallerie “…..Per chi (non) l’ha vista, per chi non c’era…”, appunto come il Rock citato nella canzone di Fossati.

Le opere di Chris Succo possono apparire nuove solo a chi non conosce la storia dell’Arte, a chi ingenuo si affaccia da principiante nell’ Astrazione. Troppo poco, troppo poco per essere considerato un artista.

 

 

 

 

Precedente Paul Brown – L’iperrealista sensibile Successivo Rogan Brown, oltre l’origami