Gennaro Villani – Velieri Nel Porto

Gennaro Villani  – Velieri Nel Porto

Gennaro Villani

 

Il XIX° secolo ci ha regalato moltissimi pittori che hanno sapientemente portato avanti uno stile dagli ormai consolidati canoni acquisiti, con la rottura della forma perfetta e l’ampia libertà lasciata all’ impronta della pennellata fluida, guizzante. L’impressione vibrante, potente, estemporanea, aveva preso il sopravvento sulla levigata qualità pittorica dei secoli precedenti grazie alla scuola dei Realisti e degli Impressionisti francesi, dei Macchiaioli e dei Post Macchiaioli italiani, dei Romantici inglesi.

 

Gennaro Villani – Palazzo Donn’Anna

 

Tra i molti che hanno lasciato perle di innegabile valore artistico, citiamo Gennaro Villani (1885 – 1948), artista napoletano tra i più importanti del periodo. Nato sul finire del secolo, fu stimato frequentatore dei contemporanei napoletani Roberto Bracco, Salvatore Di Giacomo e Francesco Cangiullo (1884 – 1977). Si impose subito all’attenzione di tutta l’Europa partecipando ad eventi in Versailles, Monaco, Santiago del Cile, San Francisco, Bruxelles, Milano. Fu allievo di Michele Cammarano (1835 – 1920), Gaetano Esposito (1858 – 1911) e Vincenzo Volpe (1855 – 1928).

 

Gennaro Villani – Amalfi – 1938

 

Espose a tutte le Biennali di Venezia che furono organizzate in quel periodo, fu criticato e recensito in tutta Europa.

Gennaro Villani dipinse Napoli, soprattutto il mare, i porti, le barche, le vedute mozzafiato delle riviere, dipinse la gente di mare. Felice interprete di una pittura immediata, vibrante, Villani scrutava l’insieme della resa dell’immagine più che i dettagli, sorvolando a volte su parte degli sfondi paesaggistici e soffermandosi invece su ciò che lo colpiva, immortalato con pennellate decise, veloci.

 

Gennaro Villani – Figura Di Pescatore Con Cappello Di Paglia

 

La sua pittura presagisce in alcune opere i presupposti per passare oltre un linguaggio figurativo che in quel tempo iniziava ad essere incalzato dalla nascente voglia di astrazione dalle forme reali. Infatti il colore e la luce di Villani si fondono in forme che potrebbero in alcuni casi essere estranee al contesto perché già di per sé affascinano nel gesto, nell’accostamento.

 

Gennaro Villani – Veliri Nel Porto

 

“Velieri Nel Porto” è un quadro tipico della sua produzione in cui impressiona la dettagliata descrizione delle barche, scolpite da pennellate che inizialmente sembrano grossolane ma rivelano invece la perfezione delle forme più minuscole. In un colpo di pennello Villani carpisce le minuzie delle assi screpolate che ricoprono gli scafi, immortala alberi di poppa comprese funi e quant’altro vi sia appeso con una facilità disarmante, con la capacità di descrivere gli oggetti nell’ombra come nella piena luce. La complessità del dipinto è evidente, come è evidente che per Villani invece la sintesi e la riproduzione di ogni minimo particolare diventa semplice e preciso, al punto che la trascuratezza del fondo acqua, non fa che risaltare tutto l’insieme, perché siamo già appagati dal resto del quadro.

 

Gennaro Villani – Napoli Dai Tetti

 

E’ ormai evidente la conclamata voglia di Villani, di esulare da un contesto reale, si nota infatti che il soggetto viene usato già come impalcatura su cui costruire uno scontro di colori e pennellate, non ancora bastevoli a se stesse come nella pura pittura astratta ma che attirano l’attenzione prima di tutto per la loro vigoria.

Villani non andrà mai oltre la ricerca della viva pennellata, del colore scintillante, mantenendo sempre un soggetto ovvio e inequivocabile, pittore formatosi nel secolo precedente, sarà uno dei diversi pilastri fondanti su cui poi l’Arte contemporanea si evolverà verso l’Astrazione con Nicolas De Staël, Piet Mondrian e altri.

Gennaro Villani – Nel Porto
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