Giuseppe Penone – L’albero scolpito nel legno

Giuseppe Penone – L’albero scolpito nel legno

Giuseppe Penone

 

L’Arte Povera, è stato un movimento particolarmente significativo che ha  infiammato il panorama internazionale portando alla ribalta la già fermentante l’Arte italiana a metà degli anni ’60. Tra gli artisti più interessanti troviamo Giuseppe Penone, scultore classe 1947, nato a Cuneo ma ormai a tutti gli effetti torinese.

 

Giuseppe Penone

 

E’ del ‘67 la prima mostra del movimento dal titolo “Arte Povera”, curata dal critico Germano Celant,vero e proprio mentore e cantore del gruppo di giovani artisti. Esposero Boetti, Fabro, Kounellis, Paolini, Pascali e Prini, subito il gruppo si allargò e si aggiunsero altri artisti come appunto Giuseppe Penone.

 

Giuseppe Penone

 

L’Arte Povera ebbe grande successo per la teoria innovativa che era alla base di ogni opera. Oggetti, ma soprattutto materiali definiti “poveri” erano l’essenza materica del concetto spesso complesso e metafisico, solitamente divergente, che gli artisti esprimevano. Le diverse interpretazioni esistenziali erano quindi accomunate da questi materiali che appunto risaltavano con la loro consistenza “povera”, il contrasto con la carica di complessi significati loro affidatagli.

 

Giuseppe Penone – Nascher Repeating Forest

 

Tra gli altri esponenti ricordiamo Anselmo, Ceroli, Merz, Piacentino, Pistoletto, Zorio, Cintoli, Lombardo, Marotta, Mauri, Tacchi, Mambor.

 

Giuseppe Penone – Sculture Di Linfa – 2007

 

Agli esordi Penone usava piombo, rame, cera, pece, legno, ma da subito si avverte nelle sue opere la predisposizione per l’esaltazione delle forze naturali come l’acqua il vento, il terreno e le piante viste come organismi simbolo della vita. Inizialmente studiava le possibilità sensoriali del corpo, della pelle come confine dell’essere ma ben presto si lasciò affascinare dalla Land Art e dai fenomeni naturali, soprattutto dagli alberi, la loro esistenza, la loro crescita.

 

Giuseppe Penone – Indistinti Confini – 2012

 

In questo periodo Penone opera usando il calco e l’impronta, delegando al gesso il compito di riportare le forme della natura in una conformazione inalterabile.

 

Giuseppe Penone – Elevazione – 2001

 

Ma l’opera più interessante è forse l’intervento sugli alberi, sulla loro formazione guidata durante la crescita (“Elevazione” del 2001, “Tree And Bronze”) atta a portare disfunzioni o alterazioni della pianta che in ogni caso continua a crescere creandosi una sua strada.

 

Giuseppe Penone – Tree And Bronze

 

Con il passare del tempo l’albero, i rami diventano il fulcro delle sue opere, ricavati nel bronzo, sorreggono pesanti blocchi di marmo (“Foglie Di Pietra“).

 

Giuseppe Penone – Foglie Di Pietra

 

Giuseppe Penone – Matrice

 

Espone tronchi scavati all’interno (“Matrice” del 2017), quali stampi atti a ospitare materia prima che ne possa ricopiare la forma interna,  ma anche si fossilizza sulla pianta stessa, scolpendola nel legno, ricavandola in grandi tronchi, arrivando all’eccessiva esaltazione di questo elemento, addirittura distruggendo alberi per usarne poi parte del tronco per scolpircene una al suo interno, idea paradossale, distruttiva, assurda.

Giuseppe Penone

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