Gyula Benczúr – Il Ritorno Al Castello Di Buda – 1896

Gyula Benczúr – Il Ritorno Al Castello Di Buda – 1896

Gyula Benczùr – Il Ritorno Al Castello Di Buda – 1896

 

Gyula Benczúr (1844 – 1920) è stato uno dei massimi esponenti della pittura ungherese certo tra i più conosciuti degli ultimi due secoli.

 

Gyula Benczùr – The Baptism of Vajk – 1875

 

Le sue opere sembrano eguagliare in virtuosità gli stupendi capolavori fiamminghi anche se sono state fatte con un paio di secoli di ritardo. Nei suoi quadri possiamo godere delle bellissime stoffe create ad Arte, dei possenti cavalli dall’aria simile a quella che  Delacroix ha dipinto un secolo prima, delle elaborate composizioni che ci ricordano i quadri storici di Velasquez, anche questi dipinti qualche secolo prima.

 

Gyula Benczùr – The Baptism of Vajk (particolare) – 1875

 

A parte queste doverose precisazioni, bisogna riconoscere a Benczùr che se non è stato un innovatore, ha saputo portare avanti con grande valenza tecnica lo stile romantico, la citazione neoclassica, la predisposizione per la pittura classica.

 

Gyula Benczùr – Il Ritorno Al Castello Di Buda (particolare) – 1896

 

Ne è un esempio l’opera “Il Ritorno Al Castello Di Buda” del 1896, stupenda scena militare curata in ogni dettaglio e che riassume tutti i canoni della buona pittura del genere. Non c’è una sbavatura, non una incongruenza, non un errore, non una parte dove il pennello di Benczùr non si sia espresso al massimo, non un dettaglio da rimuovere o da dover essere ripreso.

 

Gyula Benczùr – Il Ritorno Al Castello Di Buda (particolare) – 1896

 

Così è anche nel bellissimo quadro del 1875 “The Baptism of Vajk”, dove possiamo trovare negli angoli più impensati della tela sublimi dettagli, pari per intensità e bravura a quella impiegata nel soggetto principale.

 

Gyula Benczùr – Il Ritorno Al Castello Di Buda (particolare) – 1896

 

Osservando i marmi, le stoffe , la fioritura, possiamo pensare che non ci possa essere altro modo per rappresentarli, che non si possa farlo in maniera migliore. Eppure, la sua pittura così talentuosa, stona se pensiamo che nel tempo in cui veniva fatta, Van Gogh inventava le sue tele solari dalla cromia impazzita, gli Impressionisti  impressionavano mezzo mondo con la loro tecnica atta a cogliere ed esaltare la luce en plein air” con veloci pennellate,  gli Espressionisti sfasciavano il disegno e il chiaroscuro con una decisa rottura della classicità, Egon Schiele distorceva anatomie e mostrava nudi contorti e macilenti, sensuali e peccaminosi.

Gyula Benczùr – Il Ritorno Al Castello Di Buda (particolare) – 1896

 

Benczùr, come altri pittori anacronistici, restava ancorato ad una ottima pittura ma dallo stile passato, non inventava ma ricreava, non si evolveva ma si ripiegava sull’esaltazione dei maestri che furono, per questo nonostante la sua indiscussa bravura non è tra i grandissimi artisti di tutti i tempi.

Gyula Benczùr – Cleopatra – 1911

 

I commenti sono chiusi.