Hiroyuki Hamada – La ricerca contemporanea

Hiroyuki Hamada – La ricerca contemporanea

Per apprezzare l’Arte contemporanea, termine con il quale paradossalmente si definiscono opere che possono anche fare parte del secolo passato, bisogna capire che lo scopo di questa manifestazione umana è cercare di raggiungere nuovi linguaggi estetici, ossia nuove forme di comunicazione mai viste o mai considerate tali.

 

Se in questo contesto inseriamo l’opera di Hiroyuki Hamada, si può allora apprezzarne il valore che non trasparirebbe se invece si ricercasse un prodotto puramente razionale, armonioso.

 

Hiroyuki Hamada nasce nel 1968 a Tokyo al suo attivo ha mostre in tutti gli Stati Uniti ed Europa che gli sono fruttate sovvenzioni  da varie fondazioni tra cui la Pollock-Krasner nel 1998 e la New York Foundation for the Arts Fellowship nel 2009 ma già prima era stato premiato da varie fondazioni tra cui la Provincetown Fine Arts Center, la Fondazione Edward F. Albee / William Flanagan Memorial Creative Center, la Skowhegan School of Painting e Sculpture e la MacDowell Colony.

 

Il suo lavoro si è sviluppato intorno a forme minimali rielaborate e reinterpretate alla luce di nuove esigenze estetiche contemporanee.  Spiccano assemblaggi di materiali vari che sembrano essere pezzi vissuti di macchinari, mobilio ma non è così.

 

Ogni soggetto è studiato e costruito di sana pianta, arricchito di decorazioni, abrasioni, fori, forme arbitrariamente volute. Costellazioni di cerchi ricoprono superfici diverse lasciando intravedere la possibilità di un loro utilizzo presente o passato che in verità non c’è, non c’è mai stato.

 

Nei lavori di Hiroyuki Hamada possiamo trovare i concetti riassunti nelle superfici perforate di Lucio Fontana.

 

Lucio Fontana – Concetto Spaziale – 1963

 

Se Fontana nei  “Concetti Spaziali” mostrava la possibilità di andare oltre la bidimensionalità, Hamada vuole rappresentare l’attraversamento delle tre dimensioni nella scultura.

Hiroyuki Hamada
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