Il Cronide è Zeus o Poseidone ? – 480-470 a.c.

Il Cronide è Zeus o Poseidone ? – 480-470 a.c.

Cronide, scultura in bronzo – 480-470 a.c.

 

Magnifico è giunto fino a noi, tra la grande quantità di capolavori dell’Arte Greca andati perduti o deturpati, intatto dall’epoca in cui l’espressione scultorea più apprezzata dai Greci era il bronzo.

Magnifico è forse l’aggettivo che lo caratterizza meglio, imponente nei suoi due metri e nove centimetri,  dall’aspetto possente e solido, fu fuso forse a Capo Artemisio, vicino all’isola di Eubea in Grecia, nel lontano 480-470 a.c., al tempo in cui la scultura greca, lasciato il periodo Arcaico delle forme granitiche quasi stilizzate, si avventurava verso quella fase più plastica che fu chiamata Severa”, per la conservazione dell’impostazione ancora rigida rispetto al periodo successivo, quello Classico.

 

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Cronide, scultura in bronzo – 480-470 a.c.

 

Il bronzo non meglio identificato come “Cronide”, giaceva sul fondale marino, si pensa facesse parte del carico di una nave romana affondata nel 200 a.c. che l’avrebbe dovuto portare in patria.

Cronide” fu chiamato perché da subito fu evidente per l’aspetto terribile, la lunga e riccioluta barba, l’aria altera che era da ritenere raffigurazione di un Dio, appunto Giove o Poseidone, entrambi figli di Crono.

Quindi fu forse la scultura di Poseidone Dio del mare ad essere strappato dai fondali delle coste greche nel 1928 durante una travagliata operazione mai completata che costò il tributo di una vita umana, reclamata dalle profondità dell’abisso in cambio dell’effige del suo Dio. Quindi quello che dovrebbe tenere nella mano pronto ad essere scagliato sarebbe stato il mortale tridente e non la scintillante saetta di Zeus, nella posizione controbilanciata dal braccio teso e saldo. Questo ed altri misteri sono custoditi dal magnifico bronzo che tra l’altro nemmeno ha rivelato il suo autore.

 

Poseidon
Cronide, scultura in bronzo – 480-470 a.c.

 

Ancora scintillante, mostra il fiero petto incurante dei nostri dubbi e imperterrito, da più di due millenni guarda pugnace l’obbiettivo verso cui scagliare il suo fardello mortale a noi non visibile, ma comunque evidente.

Perfetto esempio dello stile “Severo”, accoglie tutte le sue caratteristiche in questa posa, apparentemente semplice e composta, ma dalla tipica postura a chiasmo (X), che nell’immobilità, fa intravedere l’inizio di una movenza naturale e presenta quelle qualità che esaltano il movimento colto, come nel “Discobolo”, nella sua fulminea pausa, prima di scattare come una molla muscolare nel lancio, in questo caso, del giavellotto.

 

 Greek sculpture
Cronide, scultura in bronzo – 480-470 a.c.

 

L’arroganza dell’espressione, l’accigliato sguardo, rimarcano la consapevolezza della propria anima guerriera e sorretto da una tornita muscolatura, il “Cronide” la sfoggia a monito dei suoi nemici. Dalle forme perfette, non ingigantite dal futuro periodo scultoreo greco, ma dalla prestanza naturale, mostra la perfezione del suo modellato, innalzando lo sconosciuto suo autore a massimo conoscitore delle tecniche di lavorazione del bronzo e dell’anatomia umana.

Impossibile non notare la contrapposizione tra il corpo possente, il piglio guerriero e il modellato della mano sinistra, leggerissimo, dalle dita forse troppo sottili ed aggraziate per adempiere al gesto del mortale lancio, ma indicatrici della eterea potenza riservata agli Dei.

Fini ceselli erano stati riservati alle parti più delicate o rappresentative, gli occhi sarebbero stati completati da inserti in avorio e le labbra da un rivestimento di rame.

Conservata nel  Museo Archeologico Nazionale di Atene, il “Cronide” è uno dei massimi esempi espressi dalla scultura Greca.

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Cronide, scultura in bronzo – 480-470 a.c.

 

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