Il leggendario Torso del Belvedere

Il leggendario Torso del Belvedere  

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Apollonio di Atene – Torso del Belvedere – I° sec. a.c.

 

Tra le sculture leggendarie di tutti i tempi è bene inserire il “Torso del Belvedere”, così chiamato perché anche questo, come le altre sculture che si avvalgono dell’appellativo di “Belvedere”, risiede da lungo tempo nel Cortile del Belvedere, di proprietà Papale.

Imponente, magnifico, possente, il “Torso Del Belvedere”, pur mancando di braccia, testa e polpacci, fu subito ammirato e preso ad esempio da scultori e pittori. La magnificenza della muscolatura così magistralmente modellata, rigonfia nelle pieghe sotto la pelle, fu certo una grande scoperta per gli studiosi di anatomia che in pieno cinquecento, si trovarono ad assistere alla scoperta di una scultura le cui fattezze sono degne di un moderno culturista.

 

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Apollonio di Atene – Torso del Belvedere – I° sec. a.c.

 

Il dilemma che circonda questi magnifici, purtroppo spesso incompleti capolavori scolpiti in era romana, è appunto questo: dove avevano potuto trovare modelli con un corpo simile?

 

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Apollonio di Atene – Torso del Belvedere – I° sec. a.c.

 

Il ” Torso Del Belvedere” è in realtà, come molte delle sculture romane che ne hanno la stessa possanza, una copia in marmo del I° secolo a.c. di un bronzo più antico, forse del II° secolo a.c..

L’autore fu sicuramente Apollonio di Atene, sul piedistallo è infatti riportata la scritta:

“Opera di Apollonio, figlio di Nestore, ateniese”.

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Apollonio di Atene – Torso del Belvedere (particolare) – I° sec. a.c.

 

Questo non serve a risolvere l’enigma: gli scultori dei bronzi greci di cui sono stati trovate le copie romane chi avevano come modelli? E’ possibile che nel II° o III° secolo a.c., quando il popolo si divideva ancora in guerrieri, pastori e mercanti ci fossero uomini dal bacino così affilato, le spalle così possenti, la muscolatura così definita da fare invidia ad un moderno palestrato gonfiato di estrogeni?

 

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Apollonio di Atene – Torso del Belvedere – I° sec. a.c.

 

Il “Torso del Belvedere” infatti non è l’unica meraviglia di epoca romana presumibilmente copia di bronzo greco. Tra queste è bene citare il complesso marmoreo del Laocoonte”. Entrambi furono fonte di grande ispirazione per pittori e soprattutto scultori rinascimentali. Il “Torso Del Belvedere” fu riprodotto da Michelangelo in più lavori, dagli affreschi della Cappella Sistina al “Giorno”, scultura marmorea che addobba il Monumento Funebre di Giuliano De’ Medici.

 

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Anche Raffaello ne rimase impressionato e tanta fu la meraviglia che suscitò questo ritrovamento che si pensa sia stato all’origine della nascita dello stile Manierista.

Sul ritrovamento non si hanno notizie certe: ne parla per la prima volta verso il 1435 Ciriaco D’Ancona, studioso e archeologo e documenta che il torso fu posto nel palazzo del Cardinale Prospero Colonna fino ai primi anni del cinquecento.

Altre cronache meno fondate, fanno risalire la sua scoperta in epoca successiva, al 1513 in Campo dei Fiori a Roma.

 

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Apollonio di Atene – Torso del Belvedere – I° sec. a.c.

 

Secondo gli storici tedeschi Joseph Sauer e Christian Hülsen invece il torso dovette far parte degli abbellimenti delle terme di Costantino.

E’ certo che agli inizi del cinquecento il “Torso Del Belvedere” passò a Andrea Bregno, scultore e architetto e che poi confluì assieme a tutta la sua collezione nelle raccolte vaticane. E’ in questo periodo che fu messo in mostra nel Cortile del Belvedere e assunse il nome di “Torso del Belvedere”.

 

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Apollonio di Atene – Torso del Belvedere – I° sec. a.c.

 

L’identificazione del soggetto del torso è un tema su cui molti studiosi si sono soffermati formulando varie ipotesi, tra le più accreditate, quella che sia Ercole in una posizione di riposo, scontata visto il gigantismo muscolare, ma avvalorata dalle forme levigate dal tempo che ricordano zampe feline, come quelle del leone di cui Ercole portava la pelle e che sembrano far parte del drappo di cui è ricoperto l’improvvisato sedile. La realtà è che i resti del marmo non consentono una caratterizzazione individuabile in modo preciso.

 

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Apollonio di Atene – Torso del Belvedere – I° sec. a.c.

 

Ripreso più volte anche nella pittura settecentesca, il “Torso del Belvedere” resta una di quelle perle dell’Arte fortunatamente arrivate a noi, cui nessun artista anche tra i più celebri ha mai voluto mettere mano per un restauro che potesse completarlo nelle parti mancanti come invece accadde all’”Apollo del Belvedere”. Nessuno, compreso Michelangelo si è mai sognato di porre mano al marmo romanico evitando di confrontarsi con una qualità scultorea che poteva non essere all’altezza del pezzo originario. La limitata superficie rimasta intatta basta a farne un capolavoro, a mostrare la egregia conoscenza anatomica dell’artista, anche se sono visibili solo i gruppi muscolari dell’addome, delle cosce e della schiena.

 

 

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