Lucien Berthault – Echos – 1901

Lucien Berthault – Echos – 1901

lucien-berthault-1854-1921-echos-

Lucien Berthault – Echos – 1901

Echos” è il titolo di questo splendido esempio di pittura neoclassica di inizio ‘900. Rilassante è forse il termine che più lo può definire senza appiattirci nell’usare le solite parole che si sprecano quando siamo davanti a opere di questo stile, di questo livello.

Lucien Berthault lo dipinse nel 1901 rappresentando quel tenue contrasto che spesso fu presente nella pittura di questo periodo: il nudo di donna, così indifeso e morbido e la natura cha anche se bella, ariosa è comunque enigmatica , insidiosa, aspra, fresca fra i cieli aperti.

Berthault ne dà una sua versione che ci sorprende per la naturalezza dei corpi, la apparentemente semplice esecuzione dei muschi, del fogliame, del folto bosco che si perde nella valle, le levigate rocce tra cui scalze e nude, le due fanciulle sembrano trovarsi a loro agio, in un giorno tra l’altro privo di un sole particolarmente splendente e caldo.

Un accostamento che a noi ormai può sembrare tanto assurdo quando realisticamente descritto e che forse anche al tempo di Lucien Berthault, sarebbe stato in verità più forzato di quanto invece appare nella sua opera. Ed è proprio questa rappresentazione così semplice ad un primo sguardo e così surreale che colpisce ed attrae, trasportandoci in un mondo dove l’atmosfera è serena e il male sembra non esistere.

Le dame incuranti di qualsiasi altro pensiero che non sia la valle davanti a loro, si esercitano nel divertente richiamo dell’eco, come ninfe, come se del paesaggio facessero parte, serene.

In un’epoca in cui la rivoluzione industriale mieteva consensi e si accaparrava fette di verdi prati, boschi, il fumo nero insozzava i cieli e creava i presupposti affinchè l’uomo si distaccasse dalla natura, fiorivano invece pittori tra cui Courbet che amavano soggetti di questo tipo, come se volessero ricordare agli uomini di non cedere alle lusinghe del freddo meccanismo, di trattenere l’intelletto e ritornare sui propri passi.

Così anche queste due fanciulle stanno urlando nell’aere, forse i loro nomi per riceverne indietro il suono, ma hanno in verità tutta l’apparenza di voler richiamare una generazione che si allontanava dal primordiale bucolico ambiente naturale e si dirigeva verso il progresso, inimmaginato, indescritto e indescrivibile, perché sempre in movimento e sconosciuto.

L a mano di Berthault è quella di un maestro che tra le languide ombreggiature ricrea le forme aggraziate delle modelle, le mantiene morbide nel modellato dei corpi, nella corposa, sana capigliatura, e a sottolineare la complicità tra loro e la natura incontaminata, ne unisce una all’albero come se di questo fosse un ramo, come se di questo fosse parte.

Il loro richiamo resterà inascoltato, la via che la natura umana tende a seguire sarà sempre quella del progresso.

Lucien BertHault, pittore (1854-1921). “Echos” dipinse nel 1901 olio su tela 218,5×160,5 cm.

I commenti sono chiusi.