Mark Ryden – Il Surrealismo Pop

Mark Ryden – Il Surrealismo Pop

Mark Ryden – The Meat Shop – 2011

Mark Ryden, pittore statunitense nato a Medford, Oregon nel 1963, vive e lavora a Los Angeles.

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Mark Ryden – Awakening The Moon – 2010

 

Intorno agli anni ’90 si fa spazio tra i pittori contemporanei con un genere che mescola una soggettistica surrealista e immagini degne della cultura Pop, dando origine a quel filone dell’Arte contemporanea classificata come “Pop Surrealista”.

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Mark Ryden – Saint Barbie – 1994

Dotato di una tecnica interessante, Mark Ryden si distingue per la raffinatezza delle sue figure, i colori pastello e la delicatezza della descrizione tonale dei volti protagonisti dei dipinti, spesso bambine o adolescenti dall’aria innocente.

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Mark Ryden – Virgin And Child – 2010

Dagli occhi spalancati, delicate come giovani boccioli, Mark Ryden le accosta invece a situazioni inquietanti, simboli massonici, costruzioni arcane dove nella loro sensibile descrizione, sempre fiabesca e dolcissima, si intravedono macabri risvolti.

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Mark Ryden – Wound – 2003

 

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Mark Ryden – Clover Bunny – 2003

 

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Mark Ryden – Little Boy Blue – 2001

La cultura e la subcultura contemporanea primeggiano: Katy Perry, Abramo Lincoln, Gesù, la Madonna, Leonardo Di Caprio, popolano i suoi quadri, ogni volta reinventati per simbolizzare qualcosa di preciso nell’universo onirico di Ryden.

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Mark Ryden – Katy Aphrodite – 2014

 

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Mark Ryden – SnowWhite

 

Affascinato dalla cultura contemporanea, non tralascia di aggiungere oggetti di uso comune, contestualizzazioni contemporanee che dovrebbero cozzare con quei particolari retrò a lui tanto cari e tanto disseminati in ogni quadro.

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Mark Ryden – The Butcher Bunny – 2000

 

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Mark Ryden – The creatrix – 2005

Le opere di Ryden, in un primo momento sembrano quasi infantili, sorrette solo da trovate surrealiste di stampo magrittiano e da una tecnica mai carente, anzi che si affina nel tempo.

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Mark Ryden – Grinder – 2010

 

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Mark Ryden – Birth Of Venus

In realtà sono molto complesse, ce ne accorgiamo inizialmente quando spuntano particolari inquietanti, ferite, coltelli, spiazzanti pezzi di carne dove non dovrebbero essere, distorsioni nel cammino verso il quale sembrava volerci proiettare.

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Mark Ryden – Incarnation – 2009

 

The Parlor – Allegory of Magic, Quintessence, and Divine Mystery2012

Mark Ryden – The Parlor, Allegory of Magic, Quintessence, and Divine Mystery – 2012

Come Alice nel paese delle meraviglie, veniamo introdotti in un mondo nascosto, dove le regole che vigono sono altre, diverse e a discapito dell’atmosfera rasserenante, spesso crudeli.

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Mark Ryden – Rosies Tea Party – 2005

 

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Mark Ryden – Maet Dancer – 2011

In seguito, osservando la totalità della scena, si ha la consapevolezza che Mark Ryden ha realmente qualcosa da dire, un messaggio da dare, una interpretazione dell’ordine delle cose che, in modo giusto o sbagliato, viene posto sotto i nostri occhi.

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Mark Ryden – The Four Element – 2006

 

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Mark Ryden – 2006

La massoneria, la religione, le regole sociali ed economiche vengono scarnificate ed interpretate, mostrate nel loro crudo e violento realismo, in mezzo ad una paradossale atmosfera fiabesca adatta ad una mentalità infantile ed hanno su chi osserva l’effetto violento di una macchia scura su un vestito bianco.

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Mark Ryden – The meat Train – 2000

 

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Mark Ryden – The Angel Of Meat – 1998

Tra il kitsch e lo stereotipo, la sovrabbondanza di cliché, e l’innovativa scelta simbolica, Mark Ryden dà forma alle sue considerazioni esistenziali, esagerando nella dettagliata descrizione e nella quantità di oggetti, quasi a voler essere sicuro della perfetta resa narrativa delle opere.

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Mark Ryden – The magic Circus – 2001

 

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Mark Ryden – Sophias Mercurial Waters – 2001

Ci rende invece la totalità delle scene sempre più enigmatiche, caricate di un simbolismo arcaico o antico riscoperto ma anche riadattato o del tutto reinventato per l’occasione che spesso mantiene intatto il suo mistero.

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Mark Ryden – Jessica’s Hope – 2001

 

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Mark Ryden – The Debutante – 1998

Decriptare le sue cervellotiche composizioni diventa un desiderio incombente, dopo averne gustato la gradevole pittoricità, ma opera dopo opera, Ryden ribadisce concetti che per molti resteranno un enigma.

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Mark Ryden – The Piano Player – 2000

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