Michail Misha Dolgopolov – Atto Divino – 2012

Michail Misha Dolgopolov – Atto Divino – 2012

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Michail Misha Dolgopolov – Atto Divino – 2012

L’arte non può avere pudori, censure, inibizioni, ce lo insegna Michelangelo che riempì la Cappella Sistina di nudi facendone una delle meraviglie di questo mondo.

L’Arte è il nostro tempo, lo racconta, come ha sempre fatto, non è colpa degli artisti se quello che esprimono non vi piace o è scandaloso perchè semplicemente concretizzano il pensiero che li circonda, l’Arte è riflesso della società, l’Arte ne è specchio.

Michail Misha Dolgopolov, artista russo, espone a Spoleto 2012 l’opera “Atto Divino“, scultura in bronzo che inequivocabilmente riproduce l’atto sessuale della fellatio.

Di pregevole fattura, esteticamente interessante, esalta la virilità e la sessualità femminile. L’insieme è sensuale, pulito, vitale, inebriante e rilassante allo stesso tempo.

Lo scopo dell’artista è evidente, il risultato, raggiunto.

Solo in un secondo tempo si avverte una sensazione di disagio: quando la variante interpretativa riguardo alla situazione politica italiana e ai presunti comportamenti disinibiti di esponenti politici esplode, al punto di intravedere nelle sembianze della statua il volto di un personaggio reale (ovviamente Berlusconi, che forse in gioventù aveva quella silhouette, ma al quale l’autore ammette di essersi ispirato).

Se Dolgopolov voleva dare una rappresentazione corrotta del potere, di una sessualità marcia, di una sopraffazione brutale della donna, non ci è riuscito, al punto che i due protagonisti, reali o no, esprimono la sensazione opposta.

L’Arte riflette il contesto sociale, lo amplifica, ne rivela le essenze, fa riflettere, è normale che sia così, allarmante è forse il fatto che ciò debba provenire da un artista non italiano ma russo.

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