Nicolas De Staël – Les Toits (De Paris)- 1952

Nicolas De Staël – Les Toits (De Paris)- 1952

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Nicolas De Staël – L’Orchestre – 1953

 

Per la serie “artisti maledetti”  si deve menzionare  Nicolas De Staël (1914-1955), pittore di origini russe naturalizzato francese. Figlio del Barone Vladimir e discendente di Madame  De Staël, dopo la rivoluzione russa si trasferì in Polonia, poi a Bruxelles dove frequentò l’Accademia di Belle Arti. La sua esistenza è un alternarsi di alti e bassi, di situazioni contrastanti, di cambi repentini di itinerario.

Nel 1936 si arruolò nella Legione Straniera. Durante un viaggio in Marocco conobbe la futura moglie, la pittrice Jeannine Guillou che morì di stenti a Nizza nel 1946, dopo la nascita della figlia.

 

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Nicolas De Staël – Marseille Sous La Neige – 1954

 

Nonostante già nel ’43 De Staël esponesse con un ormai affermato Kandinskij (1866-1944) considerato il padre dell’Astrattismo russo, le sue condizioni economiche non furono buone fino ai primi anni ’50, quando si risposò con Françoise Chapouton. I tre figli avuti non lo salvarono dalle crisi depressive sempre più frequenti fino a che si suicidò gettandosi dal balcone, forse dopo una delusione dovuta da una discussione con un critico d’Arte.

 

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Nicolas De Staël – Fleurs Grises – 1953

 

De Staël fa parte di quella schiera di pittori degli ultimi secoli tra cui Amedeo Modigliani, Vincent Van Gogh, Yves Klein, Egon Schiele, Piero Manzoni che ha alimentato il mito dell’artista visto come costretto dentro un’esistenza travagliata e contornata da una fine tragica, avvenuta in ancora giovane età, di cui il pubblico e la critica non sempre apprezzarono le opere, non premiandole con il riconoscimento pieno del mercato se non dopo la morte.

 

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Nicolas De Staël – Composition

 

In realtà gli artisti “maledetti” non erano poi molti, la maggior parte dalla fine del ‘400 in poi, potevano contare su posizioni agiate, una fama riconosciuta e tenevano un’esistenza compatibilmente lunga per i loro tempi, ma si sa che una vena di romanticismo in cui intingere le opere è una ottima preparazione interiore alla loro fruizione.

 

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Nicolas De Staël – Composition En Gris Vert Et Bleu – 1950

 

Les Toits” o  “Les Toits De Paris” è un quadro del 1952, dove De Staël dipinge i tetti di una Parigi grigia, disincantata, granitica. Molti sono i pittori che hanno dipinto i tetti di Parigi, ognuno con la propria sensibilità, De Staël, qui dipinge la sua svolta astratta, allontanandosi da quella figurazione delle opere precedenti adesso ormai solo accennata in cui la stilizzazione delle forme lasciava ampio spazio ad una sensibilità pienamente conclamata, protagonista a discapito del soggetto, ridotto a insieme di pennellate generanti geometrie sintetizzate. L’evoluzione astratta può sembrare una semplice conseguenza, ma De Staël non abbandonò in verità mai la figurazione e anche nei suoi quadri posteriori continuò a partire da un presupposto soggetto concreto per poi avventurarsi verso una sua lirica interpretazione che può far presupporre la non figurazione.

 

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Nicolas De Staël – Le Toits (De Paris) – 1952

 

Les Toits” ci mostra un cielo plumbeo, protagonista assoluto dove nuvole cementificate spadroneggiano cupe, una visione certo nichilista che ben rappresenta la sua situazione emotiva culminata di lì a pochi anni nel suicidio. Un cielo opprimente che come una barriera di cemento invece che di nuvole, sbarra il passaggio verso l’agognato sole e ricaccia nell’esistenza più materiale, rappresentata dai tetti, dove qualsiasi traccia cromatica emozionale è praticamente assente e prevalgono i grigi duri della pietra, il materiale più pesante e terreno in assoluto.

 

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Nicolas De Staël

 

De Staël fu un precursore dei moderni pittori che hanno fatto delle superfici piatte, increspate dalle stratificazioni di colore monotolale, grigio, la base delle loro opere; dell’eccesso di materia pittorica distesa con grosse pennellate la loro pittura, insomma fu uno di quei pittori da cui originò uno stile, ripreso, riadattato nei decenni, comunque decisamente molto copiato.

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