Il passato che rivive in Igor Mitoraj

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Il 6 Ottobre del 2014 è scomparso lo scultore polacco Igor Mitoraj. Dall’ 83 si era stabilito definitivamente a Pietrasanta , posizione strategica perché vicino alle cave di Carrara. Il marmo e il bronzo sono stati i materiali che da sempre lo hanno accompagnato nella realizzazione delle sue enormi sculture. L’amore verso i modelli classici traspare da tutte le sue opere, è evidente che i suoi modelli sono quelli dell’antica Grecia dove la bellezza artistica era stabilita attraverso canoni e regole aritmetiche, proporzioni e geometrie ben precise. Nel realizzare queste opere è un maestro. Il fatto che si ispiri ai modelli Greci non vuol dire che li copi, al contrario ne produce di nuovi con la perizia e la raffinatezza che si può notare nelle sculture antiche. Il confronto ci mostra un Mitoraj che rielabora modelli classici, aggiunge particolari, amplifica anatomie, non subisce passivamente gli archetipi ma ne dà una sua interpretazione.

Le opere di Mitoraj ci parlano del passato, il passato glorioso dell’Arte Greca che non si riflette nel suo presente e nel suo immediato futuro. Un passato che l’artista rappresenta come in effetti l’immaginario collettivo lo vede: sculture giganti qual è stata la grandezza della civiltà Greca, ma rovinate, solcate da incrinature, per metà distrutte, giganteschi frammenti di quello che sarebbe potuto essere un’opera capolavoro. Senz’altro affascinanti, le sculture di Mitoraj hanno assunto un significato mistico quando sono state collocate in ambienti particolari come la Valle dei Templi, dove accanto alle vere testimonianze di antiche civiltà, si sono fuse a creare un paesaggio in cui il passato riprendeva vita ma in modo surreale ed onirico.
Un esempio ne è la grande testa “Eros bendato screpolato” che si è integrata benissimo con questi paesaggi, piuttosto che con le piazze o i musei nei quali è stata esposta in altre occasioni. Le incrinature, i solchi, le bende, le proporzioni dell’anatomia, tutto è rielaborazione in chiave moderna di una visione del passato e riesce una volta tanto, a stabilire una unione non conflittuale tra Arte antica e Arte moderna.

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