RAFFAELLO – MADONNA TERRANUOVA – 1505

RAFFAELLO – MADONNA TERRANUOVA – 1505

Gemälde / Öl auf Pappelholz (um 1505) von Raffael [1483 - 1520] Durchmesser 88,5 cm Durchmesser Inventar-Nr.: 247 A Systematik: Kulturgeschichte / Religionsgeschichte / Neues Testament / Madonnen / Künstler / Raffael
RAFFAELLO – MADONNA TERRANUOVA – 1505
 Che dire di Raffaello? Niente, personalmente trovo affascinante chi riesce a scrivere e parlare molto riguardo ad un’opera di Raffaello, affascinante perchè io davanti a un tale capolavoro non riesco a parlare e scrivere, poco mi importa di quando è stata fatta, dove, perchè, la sua progettazione, il suo significato, prima di tutto bisogna ricordare che siamo davanti ad un capolavoro assoluto, una delle meraviglie del mondo che ci fanno pensare a qualcosa di divino che ogni tanto filtra nell’uomo, vi si manifesta e lascia una traccia del suo passaggio.

Le Madonne di Raffaello non sono come quelle degli altri pittori, non sono rappresentazioni di modelle, soggetti di una scena delle sacre scritture, le Madonne di Raffaello sono espressione del concetto del divino più che sole rappresentazioni religiose.

Come le icone bizantine, si distaccano da una raffigurazione terrena, ma mentre queste idealizzano fino ad una schematizzazione ripetuta i soggetti, Raffaello ne esalta il lato ascetico rendendole sature delle qualità migliori che sono nell’essere umano.

Il risultato è quindi una figura delicatissima negli incarnati e nei capelli, un’abbondanza di velature che con sapiente maestria donano trasparenza alla pelle delle mani e del viso, pose leggere, abiti che nella semplicità, rivelano il loro splendore solo grazie al virtuosismo del pittore nel modellarne i panneggi, senza luccichii nè decorazioni di facile presenza scenica.

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RAFFAELLO – MADONNA TERRANUOVA (particolare)- 1505

Lo stesso vale per i capelli che spesso raccolti in acconciature molto semplici, non potrebbero avere quella lucentezza e spettacolarità se non ci fosse una mano di artista unico a rappresentarli.

Forse è questo che colpisce maggiormente nelle immagini delle Madonne di Raffaello: come riesca a rendere celestiale un soggetto di per sè molto semplice. Si potrebbe sorvolare anche sulla potenza dei suoi arditi scorci prospettici anatomici e sulle movenze dei putti che nonostante siano notevoli, sono spesso completamente messe in ombra dall’espressione del volto vergineo protagonista.

Al contrario di Caravaggio che riduceva perfino le scene religiose in una prospettiva molto terrena, Raffaello riesce ad immettere nei volti una luce propria: gli occhi pudichi sono socchiusi ma se ne intuisce la grandezza e la forza sotto le palpebre, insieme alla bocca piccola conferiscono al tutto una espressione di maestosità, serietà e dolcezza.

La classica aureola risulta quasi superflua perchè al di là di cosa le sta intorno, delle vesti, della posa, dei lineamenti, è evidente che il soggetto rappresentato è lontano dall’essere una comune donna con bambino, una matrona, una signora o anche una regina e questa sensazione è immediata, Raffaello coglie l’essenza di una manifestazione soprannaturale, la trasporta nell’opera e ne ricrea l’impatto emotivo come pochi altri pittori riescono a fare, sicuramente lui ci riesce nel modo più eclatante.

 

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