Raffaello Sanzio – San Michele Sconfigge Satana – 1517

Raffaello Sanzio  – San Michele Sconfigge Satana – 1517

Raffaello Sanzio – San Michele Sconfigge Satana – 1517

 

In un periodo in cui (ed è un periodo che dura da un bel po’) l’inganno e la ragione vengono quotidianamente offuscati, le notizie manipolate, le voci distorte e non si sa più a chi credere, cosa sia giusto, cosa sia sbagliato, quali siano i buoni e quali siano i cattivi, proponiamo alla vostra attenzione questo stupendo “San Michele Sconfigge Satana” dipinto dell’immortale Raffaello Sanzio del 1517 che non lascia spazi a equivoci.

Sembrava certo tutto più chiaro all’epoca in cui Leone X° ne commissionò la fattura, vedendo il quadro del grande pittore di Urbino, si ha una visione netta e imprescindibile di come dovevano stare le cose, anche se allora come oggi i buoni non erano sempre i buoni e i cattivi talvolta non erano i veri cattivi, dipendeva dai punti di vista, insomma non è cambiato niente e come nel film “Due sotto il divano” degli anni ’80, Glenda Jackson potrebbe continuare a sussurrare nelle orecchie di Walter Matthau l’immortale frase: ”I primi tempi ……  le cose erano più chiare …….. I cattivi portavano i baffi”.

Oggi no, oggi con baffi, barba o glabri, non possiamo sapere chi sono i cattivi o i buoni, perfino i grandi sorrisi, l’aria benestante e pacioccona, la tanto anelata energia positiva, possono nascondere altro, presentarsi come artifici per fregarci meglio o forse, se ci è parso che “prima” le cose fossero più chiare, è stato solo perché eravamo più ingenui.

Ed era così infatti anche all’epoca di Leone X°, quando il Papa discendente dei Medici si trovò a guidare la nave Chiesa nel periodo in cui lo scisma d’occidente prendeva forma e si doveva scegliere tra allearsi con la ribelle Chiesa Gallicana di Francia o scontrarcisi. Questi ed altri eventi portarono infine nell’anno in cui il dipinto commissionato a Raffaello vide la luce, alla congiura contro lo stesso Papa Leone X° che anche se non andò a buon fine, costò orribile morte per impiccagione e squartamento ai congiurati.

Insomma in quel periodo in cui il potere temporale papale si faceva sentire forte sul collo dell’Europa, atti e misfatti venivano regolarmente prodigati da ogni parte e il buon San Michele ritratto nel quadro così fiero e deciso, aveva invece da scegliere tra quale diavolo punire con la mortale lancia.

Raffaello invece, totalmente assorto dalla pittura, completamente guidato dalle muse, non antepose dubbi al suo operato e dipinse il santo dal volto angelico, dal gesto brutale ma aggraziato, nell’atto di punire il sopraffatto nemico, brutto, annerito, privo di garbo, dal forcone con i denti ormai spuntati, in mezzo ad un paesaggio che sembra già l’Inferno.  Non si trova nemmeno un accenno in tutto il quadro, allo sgarbo che Leone X° fece in quell’anno ai Della Rovere, padroni di Urbino città natale del Sanzio, che il Papa fece sostituire col nipote Lorenzo De’ Medici a causa del loro mancato appoggio contro i francesi.

 

Raffaello Sanzio – San Michele Sconfigge Satana (particolare) – 1517

 

…Eppure in verità, tra la posa gagliarda, le ali dorate e lo svolazzo dei drappi, qualche dubbio malinconico sembra affiorare sul volto del santo, un accenno vago di tristezza, certo non la decisione che richiederebbe il gesto terribile. Guardandolo, si fa strada la convinzione che perfino l’ascetico Raffaello non fu del tutto immune ai travagli che la coscienza sua e quella cristiana subirono in quel periodo e che il suo San Michele, milite della schiera degli angeli, confuso da troppi frastuoni, congiure e trombe di guerre, portò avanti il compito affidatogli senza troppa convinzione con quella poca acredine che già sarebbe bastata contro un nemico comunque inferiore.

In realtà il “San Michele Sconfigge Satana” fu commissionato da Leone X° come omaggio da offrire a Francesco I° re di Francia quale messaggio politico preciso in un periodo di scompiglio generale e nell’intenzione del Papa, doveva essere l’espressione figurativa che ribadiva quale fosse la parte giusta da seguire senza indugi e senza ripensamenti.

 

 

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