RENATO GUTTUSO – La Zolfara – 1953

RENATO GUTTUSO – La Zolfara – 1953

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RENATO GUTTUSO – La Zolfara – 1953

Guttuso è prima di tutto Siciliano, si vede in ogni suo quadro: di quella terra ha i colori, i sapori, le intensità, ha quella luce così calda e forte che fa risplendere gli oggetti, i paesaggi, le persone, al punto che ogni particolare è esaltato e fondamentale, ne è un esempio “La Zolfara“.

Sulla grande tela dipinta nel 1953, riesce a trasformare l’interno di una scura miniera di zolfo in un gioco di luci abbaglianti che esaltano la muscolatura dei minatori con riverberi multi cromatici, ne accentua le espressioni dure in una festa psichedelica che ne rivela la fatica fisica, il disagio ma anche la ferrea volontà. La pennellata è quella sua tipica, grande, decisa, emotiva.

Predominano i verdi, le terre, il giallo acceso, Guttuso è riuscito a portare il sole della Sicilia anche sotto terra.

Immancabili i rossi ci rivelano i punti focali della struttura pittorica. La scena è da brivido: uomini praticamente nudi, scarni, verdognoli che sembrano aver perso assieme al colore naturale della pelle anche la gioia, lavorano operosi e muti, all’interno di una zolfatara, l’unico a conservare un carnato roseo è un bambino che non ancora contaminato dalla fatica e dall’aria malsana, attende che il suo sacco sia riempito di zolfo dai minatori piegati dallo sforzo.

Guttuso si offre materico, descrittivo, drammatico in una rappresentazione storico-culturale della sua terra di sentito impegno sociale, testimonianza della vicinanza al popolo, tematica ricorrente non di rado nelle opere come è ricorrente il suo vivido impegno politico.

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