Tjalf Sparnaay Pop, iperrealista, Oldenburg e il Cheeseburger

Tjalf Sparnaay Pop, iperrealista, Oldenburg e il Cheeseburger

Tjalf Sparnaay

 

Cosa hanno in comune un purosangue della Pop Art americana come Claes Ondemburg (1929) scultore e Tjalf Sparnaay (1954) iperrealista olandese? Ovviamente i soggetti, che altro potrebbe essere?!

 

Tjalf Sparnaay – Fries With Ketchup

 

La grande avventura iperrealista nata negli U.S.A. si è diffusa in ogni dove con maestri che per la raffinatezza dei materiali usati oggi, per la possibilità di manipolazione delle immagini fotografiche al pc, per la conoscenza ormai acquisita e insegnata anche per corrispondenza, prolificano con risultati di ottimo livello.

 

Tjalf Sparnaay – Cheese-Burger

 

Tjalf Sparnaay, nato ad Haarlem in Olanda è uno di questi che come tradizione iperrealista vuole, non differisce nemmeno nei formati giganteschi dei dipinti. Maniaco nella tecnica, puntiglioso, esasperato perfezionista, insomma perfetto iperrealista.

 

Tjalf Sparnaay – Hamburger

 

Moltissimi iperrealisti si sono sbizzarriti nel dipingere perfette e splendenti nature morte, composizioni di cibi, frutta e verdura, Tjalf Sparnaay differisce invece da loro nei soggetti infatti, in pochi si sono spinti nel rappresentare il cibo meno poetico in assoluto, il meno appetibile pittoricamente, (chissà poi perché) il più snobbato, il più commerciale, nonostante sia il più venduto e quindi conosciuto in tutto il mondo grazie a catene multinazionali come McDonald’s, Burger King ecc..: il Cheeseburger, l’Hot Dog, il tramezzino insomma ci siamo capiti.

 

Tjalf Sparnaay – Sandwich

 

Chi fece un’icona dei panini a-saporiti con cui l’America è cresciuta dagli anni 60’ fu Cleas Oldenburg, scultore svedese naturalizzato U.S.A. con le sue grandi sculture in gesso colorato, farcite di cetriolini e formaggio colante. Fu lui che come Warhol scoprì un altro uovo di colombo innalzando a icona Pop il Cheeseburger.

 

Tjalf Sparnaay – New Burger

 

50 anni dopo  Tjalf Sparnaay dalla fredda Olanda ci fa riflettere rivelandoci che il Cheeseburger, quel panino morbido, che tanto ha trovato il consenso del pubblico proprio perché solitamente insipido, è ancora una icona Pop! E come tale è sopravvissuto al Vietnam, alla guerra fredda, a Bush, Osama Bin Laden e Obama, all’11 Settembre, all’Europa unita e pare abbia buone probabilità di sopravvivere anche a Trump e Putin.

 

Tjalf Sparnaay – Fish Chips

 

I dipinti di Tjalf Sparnaay, sono una gioia per gli occhi, uno spot pubblicitario non consentito perché letale per gli altri concorrenti, tanto potrebbe essere dirompente nel creare.. appetito! Si sente il sapore del pane, la viscosità del ketchup, l’untuosità dei pomodori tagliati a fette.

 

Tjalf Sparnaay – Food Scape – 2014

 

Se Oldenburg nelle sue sculture esaltava il lato Pop del prodotto di massa dissacrando l’appetibilità con una rappresentazione infondo sommaria e approssimativa, quasi disgustosa, Tjalf Sparnaay invece si concentra proprio sulla qualità prelibata che traspare dai dipinti. Non è tanto il fatto che dipinga perfino le briciole a stupire quanto la fragrante resa dei soggetti palpabile ma allo stesso tempo pura e asettica.

 

Tjalf Sparnaay

Impossibile non avere fame dopo aver visto una sua mostra. Incubo di diabetici e donne perennemente a dieta, se ne consiglia la visione solo con dietro panino al sacco o in strutture che siano vicine a chioschi, paninoteche.

 

 

 

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