Vermeer – Ragazza Col Turbante – 1666

Vermeer – Ragazza Col Turbante – 1666

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Jan Vermeer – Ragazza Con Turbante(particolare) – 1666

Eterea, come tutta la pittura di Vermeer,“Ragazza Col Turbante” non può che essere definita così, con questo aggettivo nel suo più alto significato semantico, ovvero estremamente pura, spirituale, evanescente, incorporea, appunto parte e rappresentazione dell’etere, quel mondo ideale al di sopra delle bassezze umane intangibile, incorruttibile.

Il quadro del 1666, fu dipinto dal genio della pittura secentesca Vermeer e fa parte del genere in voga in quel tempo denominato “Tronie”. Questo stile rappresentativo mostra solitamente personaggi in abiti e acconciature di epoche passate in pose che richiamano rappresentazioni precedenti o soggetti storici conosciuti.

Il riferimento a cui Vermeer si è ispirato dipingendo il quadro è però sconosciuto, non si hanno notizie di pose simili, il quadro è in effetti “sui generis” anche per quel tipo di pittura. Non c’è riscontro nella posa e nelle vesti soprattutto nel turbante azzurro, richiamo di soggetti di ispirazione asiatica o africana e si deve frugare negli archivi storici dell’Arte fino al 1519 per trovare un giovanissimo e non ancora formato Raffaello che immortala “La Fornarina” con un turbante ma dalle fattezza decisamente diverse.

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Raffello – La Fornarina – 1519

Il quadro è inusuale all’interno della produzione di Vermeer che anche se preferisce la piccola dimensione, ci ha abituato all’illustrazione di ambienti con scorci di luce individuabili e difficilmente si è concentrato sul solo volto.

Nel quadro in questione invece incentra la sua pittura sul volto della giovane, trascurando stranamente tutto il contorno, reputando a ragione, che lo sfoggio della sua sensibilità pittorica nell’espressione della giovane possa riuscire nell’impresa di creare un capolavoro.

Spicca nel nero contorno il turbante azzurro, dipinto con pennellate grosse e decise, sia nella definizione della rotondità della testa che nella continuazione giallo oro del tessuto. Vermeer veste di semplice blusa castana la sua modella e un colletto bianchissimo dove le ombreggiature sono minime affinchè niente distolga l’attenzione dal viso che in netto contrasto è squisitamente modellato.

Vermeer non si è ancora addentrato nello studio cromatico delle ombre e in questo quadro è libero di dedicarsi esclusivamente alla trasparenza della sovrapposizione tonale che rende la pelle levigata e i lineamenti dolcissimi finemente accennati dalle velature nella luce potente.

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Jan Vermeer – Ragazza Con Turbante(particolare) – 1666

Con l’espressione di chi per un attimo racchiude nei suoi occhi tutta la meraviglia del creato, la ragazza ci guarda facendocene dono. Vermeer coglie quell’attimo rendendolo eterno, la sua esecuzione pittorica gli permette di tramandare ai posteri ciò che in quella frazione temporale è stato uno squarcio nel mondo reale da dove il divino è filtrato è si è rivelato a chi la guardava.

Le labbra rosso fuoco rese umide da pochi sapienti colpi di pennello asciutto, risaltano ancora di più il pallore della pelle e dagli occhi grandi che rivelano l’anima pura, la ragazza del quadro comunica la sua sorpresa nel ritrovarsi modella, al centro di un capolavoro.

A rendere enigmatico il quadro è anche l’ornamento che indossa, una perla gigantesca, rarissima al tempo e troppo grande per essere vera che ha reso l’opera famosa già tra i suoi contemporanei.

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Jan Vermeer – Ragazza Con Turbante – 1666

Quasi a distogliere la troppa forza emotiva e comunicativa dello sguardo, la perla mitiga lo splendore della modella aggiungendo al tutto un altro punto di luce di cui forse non c’era bisogno, ma che è essenziale per contrastare lo scarno abbigliamento.

La “Ragazza Col Turbante”, bellezza fiamminga dagli occhi chiari e le sopracciglia impercettibili, ha ispirato con la sua bellezza nel 1986 il libro omonimo e nel 2003 il film “La Ragazza Con L’Orecchino di Perla” , titolo con il quale adesso è anche conosciuto il dipinto.

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