Victor Prouvè – Les Voluptueux – 1889

Victor Prouvè – Les Voluptueux – 1889

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Victor Prouvè – Les Voluptueux – 1889

 

Victor Prouvè (1858-1943) fu pittore francese che si dimostrò felice interprete di quello stile romantico di cui fu uno dei massimi esponenti Delacroix. Fu artista dalla pennellata fluttuante e leggera, la descrizione dei corpi solida e precisa, la composizione curata, la tavolozza fiammeggiante tra le tetre tonalità dello sfondo, ma non sempre, anzi tutto questo si concretizzò in verità poche volte sulla tela e uno dei rarissimi esempi delle sue virtuose potenzialità è l’opera “Les Voluptueux”.

 

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Victor Prouvè – Les Voluptueux (particolare) – 1889

 

Les Voluptueux” è un quadro del 1889, il titolo si può tradurre come “i lussuriosi” e descrive appunto il girone infernale che ne raccoglie le spoglie immortali. I corpi ammassati sono trasportati dal vento gelido del regno di Ade e sbattono e si dibattono tra loro senza trovare il calore che avevano in vita all’ accostarsi, le bocche spalancate urlano ma non di piacere, bensì di spavento e dolore e lottano avvinghiandosi non per lo sfogo dei sensi, per stringere morbidi carni ma per cercare vanamente un appiglio che li salvi dalla furiosa, cupa tempesta.

 

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Victor Prouvè – Les Voluptueux (particolare) – 1889

 

Il quadro illustra fedelmente la punizione che il sommo poeta Dante gli affida nella “Divina Commedia”, ma lo stile e il modo interpretativo della scena è tutto frutto del genio artistico di Prouvè.

 

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Victor Prouvè – Les Voluptueux (particolare) – 1889

 

Anche se Prouvè fu attivo a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, la sua pittura ricorda nello stile quella romantica dei maestri francesi precedenti e deve molto appunto a Delacroix, non solo nella capacità di rendere la movimentata confusione del gruppo di personaggi, di sfumarli e farli emergere dal fondale rarefatto, ma anche nell’uso di determinati valori cromatici che il precedente artista usava nelle sue grandi tele, come il ricorso a tocchi di arancio per enfatizzare la lucentezza nelle ombre, che Prouvè non solo riadottò ma amplificò fino a farne indicatore di punti essenziali del racconto pittorico, ed è infatti lì che lo sguardo si posa principalmente anche se le figure in primo piano ne sono prive.

 

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Eugene Delacroix – Il Massacro Di Scio (particolari) – 1824

 

Fu infatti Delacroix che nel 1824 nel “Massacro Di Scio” si servì dell’arancio per far risaltare determinati particolari anatomici significativi. Si dice che poco prima dell’apertura dell’esposizione in cui fu presentata l’opera, il pittore non soddisfatto la ritoccò con abili pennellate di quel colore quando già era appesa alla parete della sala per aumentarne l’impatto drammatico.

 

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Victor Prouvè – Les Voluptueux (particolare) – 1889

 

L’anatomia è resa alla perfezione là dove si posa lo sguardo mentre principi di disfacimenti sono nascoste anzi inglobate nell’atmosfera come se entro questa si andassero disperdendo.
Grandissima cura è riservata agli incarnati chiari, dove si avverte perfettamente la rotondità nelle pose scomposte e alla capigliatura curata quel tanto che basta per farla risplendere voluminosa e inserire tra i flutti.

 

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Victor Prouvè – Les Voluptueux (particolare) – 1889

 

Grandissimo incisore, decoratore su vetro, mobili e oggettistica, ebanista, scultore, Prouvè non si ripetè più come eccelso artista su tela di grande formato con la virtuosità che dimostrò in questo dipinto ma si impegnò per tutta la vita nell’Arte della decorazione, della scultura, del design ed anche le altre opere da lui dipinte purtroppo non mostrarono mai quella qualità sublime espressa in “Les Voluptueux”.
Nel 1901 fu membro fondatore della “Scuola di Nancy”, punto da dove l’Art Nouveau si diffuse in tutta la Francia. Fu Insegnante, direttore dell’ École des Beaux-Arts de Nancy e dedicò la sua vita alla decorazione piuttosto che alla pittura su tela, di cui rimangono altri esempi in verità non degni di nota.

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