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Agostino Fasolato – La Caduta Degli Angeli Ribelli – 1750

Agostino Fasolato – La Caduta Degli Angeli Ribelli – 1750

Agostino Fasolato – La Caduta Degli Angeli Ribelli – 1750

Semisconosciuta ai più è questa composizione scultorea in marmo di Agostino Fasolato (1714 – 1787), artista proveniente da una famiglia di scultori di Padova.

Agostino Fasolato – La Caduta Degli Angeli Ribelli – 1750

L’opera di altezza 160 cm e base 80, è l’ideale raffigurazione dei demoni ricacciati nell’Inferno dall’Arcangelo Michele che, sulla cima di una piramide formata da diavoli, campeggia brandendo la spada e facendoli roteare verso il basso, al riparo dallo scudo con su incise le parole ”Quis ut deus”.

Agostino Fasolato – La Caduta Degli Angeli Ribelli – 1750

 Pregevole fattura certo ma soprattutto simbolica di impegno e massima meticolosità, la struttura si regge sull’intreccio delle figure infernali che nude e descritte di tutto punto, si dibattono in tutti i modi possibili per arrivare alla cima. Perizia ma soprattutto pazienza sono le doti che il Fasolato  merita riconosciute, in quel periodo in cui la scultura Rococò non aveva più limiti ai vezzi  e alle ricercate composizioni, grazie anche a nuove attrezzature. Certo non tutte le anatomie anche se ben descritte, scaldano i cuori e solo alcuni corpi sono eccellenti, gli altri si crogiolano nell’aver ricevuto un’attenzione dall’artista nel dettaglio, nella posa che però nell’insieme si perde,  dando l’idea di una massima confusione senza la grazia che certi capolavori esprimono da ogni punto di vista.

Agostino Fasolato – La Caduta Degli Angeli Ribelli – 1750

Forse è per questo che quest’opera non è famosissima, ma ancora è una chicca conosciuta da pochi. Forse il suo cesello non assomiglia a ciò che fece impazzire il re di Francia quando Benvenuto Cellini gli mostrò finalmente la saliera richiesta. L’opera di Fasolato stupisce per l’originalità, per la operosità dimostrata dall’autore in quanto traforare il marmo in quel modo ha richiesto certo un tempo lunghissimo e una grande attenzione, ma non abbastanza per qualità estetica.

Agostino Fasolato – La Caduta Degli Angeli Ribelli (particolare) – 1750

Si perde lo sguardo tra code e teste cornute, tra mani e piedi di diavolo che nell’ascesa si frenano e lottano tra loro, cercando di scansare chi ricade sconfitto. L’idea è geniale, la realizzazione, considerando la virtuosità dell’autore  lo è altrettanto, quell’autore che anche se vissuto già nel XVIII° secolo, è rimasto semisconosciuto e ha lasciato poche tracce di sé, sia negli scritti che per quello che riguarda le opere. Si sa che fu allievo dello scultore Francesco Bertos, dal quale riprese la predilezione per gruppi piramidali composti da più personaggie e forse in quest’opera volle superare il maestro. Se ne hanno poi notizie di altri lavori di minor pregio e di altri gruppi scultorei però andati perduti. Eppure qui come in nessuna altra opera il Fasolato volle stupirci, certo cosciente di tentare l’impresa del capolavoro assoluto e alla fine del non esserci andato poi così lontano.

Agostino Fasolato – La Caduta Degli Angeli Ribelli (particolare) – 1750

Osserviamola da vicino per vedere le 60 figure che prese ad una ad una non sono grandissime,  alte circa 30 cm, più grandi alla base e progressivamente più piccole sulla vetta. Chiome lisce fluenti partono dalle teste mostruose fornite di uno o più corni, e si impigliano e vengono usate come appiglio dai diavoli stessi, come le code, lunghe come fruste che scivolano tra le mani mentre alette infernali sopportano il peso dei loro peccati e tentano di portarli verso la luce. Più ci si addentra nella visione ravvicinata più cresce la meraviglia di scoprire il centro del turbinio completamente lavorato e cavo, riempito semplicemente dalle mille membra dei personaggi avvinghiati gli uni sulle spalle degli altri e armati di mortali serpenti. Come avrà fatto a lavorate in così poco spazio tutti quei corpi? A rifinirne le estremità, le espressioni, nell’incavo tenebroso che formano? 

Agostino Fasolato – La Caduta Degli Angeli Ribelli (particolare) – 1750

Sfugge una logica costruttiva e come in un quadro di Bosch, non si sa dove guardare, dove è più gradevole posare gli occhi, non c’è una storia, non un movimento corale, tutto è confusione, tutto è movimento, e niente è più difficile che creare il frastuono di tanti soggetti senza dargli un verso. Fasolato ci riesce, riesce a ricreare la scomposta e barbara lotta dei diavoli che come bestie inumane si ostacolano tra loro, in quanto la loro brutezza  non considera il pensiero felice, l’unione di intenti, la lotta comune ma solo la disordinata follia. Ma noi invece dobbiamo considerare che l’artista un progetto a tale frastuono lo ha sicuramente dato e se non lo intravediamo tra l’intreccio delle finissime membra dove il vuoto è parte volumetrica maggiore della bianca pietra, vuol dire che il suo lavoro è stato ottimo e lo scopo raggiunto. Il marmo sembra contorcersi come tutti i suoi personaggi, sull’orlo di disfarsi nella forma di cono rovesciato per il crollare simultaneo di tutti e la ovvia sconfitta. Sulla cima svetta l’Arcangelo guardiano, instancabile, invitto, in fondo anch’esso condannato a questa infinita lotta che affronta a testa bassa da solo, cosciente di essere unico baluardo, sorretto dalle forze che regolano tutto il creato.      

Agostino Fasolato – La Caduta Degli Angeli Ribelli (particolare) – 1750

Pubblicato da McArte

Michele Maioli

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