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Barca Nostra – Christoph Büchel – 58° Biennale di Venezia 2019

Barca Nostra – Christoph Büchel – 58° Biennale di Venezia 2019

Barca Nostra – Christoph Büchel – 58° Biennale di Venezia 2019

Agli arsenali di Venezia, “Barca Nostra” è la rappresentazione dell’imbarazzo della politica, del fallimento della burocrazia e della condizione disumana in cui ci apprestiamo a ridiscendere.

Un relitto di decine di metri, semidistrutto, arrugginito, ammaccato, viene mostrato come esempio di quello che il nostro civilissimo mondo, la nostra moderna concezione di società è riuscita a fare con tutta la ricchezza, il benessere, l’educazione di cui dispone.

Barca Nostra” è la concretizzazione della rovina, la distruzione dell’illusione in cui viviamo, quella di essere umani giusti mentre continuiamo ad essere disumani ed egoisti.

Barca Nostra” è quello che rimane del barcone carico di migranti affondato il 18 aprile del 2015 nel Canale di Sicilia.

Dei moltissimi passeggeri ammassati sui ponti, solo 28 si salvarono, tutti gli altri, una cifra enorme, stimata fra le 700 e le 1000 persone tra donne, uomini e bambini, furono dispersi, quasi certamente tutti affogati. Una tragedia grandissima, il più grande naufragio avvenuto nelle acque del Mediterraneo da quando è iniziato il grande flusso migratorio.

 Uno scheletro fatto di lamiere contorte ripescato dalle profondità del mare nel 2017, quando ancora tratteneva al suo interno circa trecento corpi, era conservato presso il pontile della Marina Militare di Melilli a Siracusa, testimonianza che purtroppo è tutto vero e che i numeri snocciolati dai giornalisti non sono solo numeri ma vite umane, come la nostra, come la vostra.

Barca Nostra – Christoph Büchel – 58° Biennale di Venezia 2019

Circa un migliaio di sogni, gemiti, lacrime, sorrisi sono morti quel giorno, una quantità di persone pari agli abitanti di un piccolo paese è scomparsa improvvisamente.

C’è bisogno di ricordare certi avvenimenti, c’è bisogno di sentirsi persone, perché i numeri delle vittime ripetuti  giornalmente dai mass media, ormai sono diventati come una musica fastidiosa a cui o ci si abitua o si comincia a non sopportare più, a cui ci si ribella interiormente, maledendo infine proprio loro, le vittime che affogano nei mari.

Alla fine la nostra società di benpensanti dà la colpa a loro, che non si sa perché consci di rischiare la pelle e molto spesso di perderla in un viaggio di speranza su barche fatiscenti, invece di starsene comodi nelle loro case vengono a disturbarci nei nostri paesi, probabilmente perché nei loro proprio non possono stare.

E’ vero che non abbiamo benessere per tutti, che dobbiamo pensare a noi, ma la realtà è che non si contano più i morti portati dall’alta marea sulle spiagge limitrofe d’Italia e che c’è una strage in corso, non solo nei paesi da cui fuggono queste persone, ma anche alle porte di casa nostra e noi, o impotenti o stanchi, non troviamo più altro modo di reagire che prendercela con loro, con queste persone che morendoci accanto ci fanno sentire cattivi, ci svelano qual è il costo della nostra civiltà.

Barca Nostra – Christoph Büchel – 58° Biennale di Venezia 2019

Cominciano così le assurdità, le propagande, l’ingiustizia politica menzionata come atto di coraggio di intere nazioni, si prende ad esempio chi fa muri, chi fa campi di concentramento, chi come un dittatore, addirittura ha massacrato il suo stesso popolo perché non esiterebbe a sparare su emigrati clandestini, senza tenere conto che di certi capi di stato non tutto il loro popolo è contento e soprattutto che in quegli stati nessuno vuole andare.

Si attacca perfino chi soccorre, chi salva i naufraghi mentre affogano, caduti in mare da barche che galleggiano per miracolo, senza capire che questi salvatori non sono inviati dai più ricchi stati europei per aiutare il traffico umano, o perché vogliono riempire la nostra nazione di immigrati dando seguito ad un non si sa quale disegno politico che deve vedere la nostra nazione soccombere, l’unica in Europa sotto il peso straniero, ma semplicemente perché le organizzazioni umanitarie vanno dove ci sono le guerre, dove la gente muore e da anni ormai uno dei posti tragicamente famosi per l’elevato numero di morti, non è un campo di guerra ma sono le nostre acque.

Dove devono stare le organizzazioni umanitarie se non dove muore la gente?

Barca Nostra – Christoph Büchel – 58° Biennale di Venezia 2019

Barca Nostra” è un monumento alla memoria, il monumento ad una guerra per noi invisibile ma che c’è e che uccide sotto i nostri occhi da molti anni non soldati ma civili.

Presentato alla 58° Biennale di Venezia dall’artista di origine svizzera Christoph Büchel (Basilea 1966), “Barca Nostra” diventerà un monumento a questa guerra del mare, combattuta da uomini e donne a noi sconosciuti ad un passo dalle nostre coste. Dopo l’esposizione agli Arsenali, sarà allocata in un giardino di Augusta in pianta stabile, città dove gli effetti dei naufragi sono vissuti in prima persona, perché se è vero che non si può fare molto, si deve almeno dare dignità e valore alla vita umana, qualsiasi essa sia con il ricordo.

  Christoph Büchel artista certo non nuovo a iniziative provocatorie è coautore del progetto che vedeva l’Assessore ai Beni Culturali della regione Sicilia Sebastiano Tusa tra i suoi promotori. La morte di Tusa, avvenuta nel disastro aereo del Boeing 737 precipitato in Etiopia lo scorso 10 marzo, ha rafforzato la volontà dei partecipanti al progetto che infine ha preso forma e si concluderà con la mostra permanente del barcone trasformato in opera d’Arte celebrativa, in ricordo di tutte le vittime e di tutte le persone in fuga.   

Pubblicato da McArte

Michele Maioli

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