Gianfranco Baruchello – Oblioteca – 2018

Gianfranco Baruchello – Oblioteca – 2018  

Gianfranco Baruchello – Oblioteca – 2018

Gianfranco Baruchello è un nome forse non tra i più noti al grande pubblico, ma che in verità ha acquisito grandi riconoscimenti non solo in Italia ma anche all’estero. Classificare Baruchello è complesso come lo è la sua visione a trecentosessanta gradi dell’Arte, infatti ha sondato più stili, affrontato più tematiche, cavalcato varie correnti e movimenti ma potremmo riassumere forse il suo sentire artistico nella sperimentazione, nell’analisi concettuale del presente, nel cercare di spiegarlo e capirlo in profondità.

Gianfranco Baruchello

Nato nel 1924 a Livorno, dopo aver lavorato in una sua società biomedica, si dedica totalmente all’Arte a trent’anni, viaggia, conosce alcuni dei personaggi più rilevanti nel panorama artistico internazionale quali Sebastian Matta, Marcel Duchamp, John Cage, Mario Schifano e passa dalla pittura del Nouveau Réalisme all’Espressionismo Astratto,  alla Pop Art, sfiora le Avanguardie, poi  inizia la serie di pitture su grandi superfici bianche con miniature, segni, lettere, schemi mentali ipotetici, riassuntivi o esplicativi della società contemporanea consumistica, della contaminazione televisiva e molto altro.

Gianfranco Baruchello

Usa il Plexiglass quale nuovo elemento artistico, sperimenta le pitture a distanza con lettere o spedizione di materiali e agli inizi degli anni ’70 sperimenta l’immagine elettronica.

Di poco posteriori sono le sue scatole-vetrina, assemblaggi, fino a quando come esperienza artistica, apre una fattoria “Agricola Cornelia S.P.A.”.

Di tutto ciò rendiconta, scrive moltissimi libri, partecipa ad esposizioni in tutta Europa, continuando la produzione di una pittura schematica illustrativa della struttura ideale dei vari studi.

Gianfranco Baruchello

Dalla Land Art all’Arte Povera, all’Architettura, Baruchello non smette di rivelare significati nascosti insiti nei vari campi sondati.

Artista eclettico, oltre a scrivere, gira film è affascinato dall’immagine in movimento, afferra e analizza qualsiasi novità la tecnologia gli proponga in quegli anni di grandi innovazioni e la usa per  esternare schemi, pensieri.

Gianfranco Baruchello – Oblioteca – 2018

Tra le varie serie di oggetti creati da Baruchello vogliamo portare alla vostra attenzione la “Oblioteca” del 2018, una quantità di bottiglie assolutamente vuote, sigillate, con un’etichetta dove sotto un’impronta c’è scritto:

“L’impronta del pollice testimonia la mia volontà di dimenticare quanto ho pronunciato all’interno di questa bottiglia”.

Gianfranco Baruchello – Oblioteca – 2018

Sulla scia di Manzoni, delle sue linee tracciate su carta e racchiuse in custodie dove l’etichetta ne indica la lunghezza o di altre provocatorie ideazioni, Baruchello tenta di offrire in questo modo la possibilità di ritrattare frasi, parole scappate di bocca troppo insensatamente, che magari hanno provocato effetti indesiderati, deleteri. Dall’alto di quasi un secolo di esistenza, Baruchello sa che poter effettivamente cancellare quanto detto in alcuni frangenti potrebbe garantirci una esistenza migliore, purtroppo, sa anche che questo non è possibile.         

Pubblicato da McArte

Michele Maioli

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