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La Pietà – Michelangelo Buonarroti – 1497/1499

La Pietà  – Michelangelo Buonarroti – 1497/1499

La Pietà  – Michelangelo Buonarroti – 1497/1499

Basterebbe in verità la paternità di solo quest’opera per far sì che Michelangelo Buonarroti potesse entrare di diritto con la testa ben più alta di molti altri artisti, nell’Olimpo dei più grandi scultori di tutti i tempi conosciuti.

Michelangelo però di capolavori ne fece molti altri, tanti che al suo cospetto pochi artisti reggono il confronto sia nella pittura che nella scultura. E’ infatti uno dei pochi che gareggia in virtuosismo grandissimo, anche con gli scultori di tutte le epoche greche, che fin dall’antichità furono adorati, copiati, presi ad esempio. Il genio del Rinascimento può sfidare perfino quei nomi che primeggiavano in quel periodo in cui non ci furono più freni formali alla creatività ellenica, quel periodo di massimo splendore della scultura che fu chiamato “ellenistico”.

La Pietà  – Michelangelo Buonarroti (particolare) – 1497/1499

Se c’è un difetto nelle opere di Michelangelo è quello di coinvolgere così pienamente chi le osserva da non dargli il modo di notare i mille, bellissimi dettagli che formano le sue maestose, studiatissime composizioni che tra l’altro hanno anche il dono di apparire invece semplici, canoniche, quasi scontate, come tutte le opere eccelse, che arrivano a materializzarsi nell’immaginario collettivo prima ancora di esistere sulla terra e che per questo sembrano ovvie, quando in realtà nessuno ancora le ha viste fatte. Tra le mille “Pietà” di marmo o dipinte, quella di Michelangelo è “La Pietà” per eccellenza, come il suo David, che per quanti ce ne siano, è “IL” David.

Ci sono stati scultori grandissimi, ma mai nessuno ha osato tanto quanto Michelangelo, mai nessuno si è arrischiato di mischiare tanto virtuosismo a composizioni suicide, dove le proporzioni sono surreali, le leggi della fisica stravolte e soprattutto in sculture di grande formato, dove il fallimento sarebbe stato ancora più evidente e anche dispendioso.

Michelangelo invece si gettava nella sfida senza limiti di grandezza, e anzi, più canzonava i canoni anatomici, più le sue sculture risultavano superbe e incredibilmente “giuste”.

E’ così anche per la sua “Pietà” una scultura di misure 170x195x69 cm, dove solo la perfezione e la veridicità delle membra e dei panneggi, eguaglia la dissimilitudine delle proporzioni dal contesto reale.

Michelangelo scolpisce un volto di ragazza in quello che dovrebbe essere una donna ormai anziana, e nelle infinite pieghe del panneggio, gli dona la possibilità di un abbraccio gigantesco, che prosegue con tali proporzioni fino alle mani enormi, alle pieghe della veste posata sul pavimento.

La Pietà  – Michelangelo Buonarroti (particolare) – 1497/1499

Il Cristo sembra affondare in tanta grandezza e lascia le sue misure di uomo per perdersi nell’abbraccio immenso, simbolico sia dell’amore materno ma anche di quella che sarà l’accoglienza nel regno dei cieli.

La Pietà “ è quindi un’opera incredibile già nella composizione, perché considerando tutti questi apparenti aspetti fallaci, funziona, anzi, incanta, ed è palese che non è la lagnosa esaltazione di un dramma materno ma la rappresentazione dell’imminente glorificazione del Cristo.

Se questo non bastasse a sgretolare inutili certezze su ciò che è la perfetta rappresentazione dei corpi, ci possiamo allora addentrare nei dettagli dell’opera, scolpiti con una naturalezza disarmante, sia nei panneggi, spropositatamente gonfiati e trionfanti, sia nell’anatomia del Cristo. Non c’è un appunto, non c’è un centimetro di marmo che debba essere spostato, rimodellato per far sì che l’opera sia migliore, c’è invece la sensazione che possa collassare se fosse toccato anche il minimo dettaglio, tanto è tutto perfetto nella sua imperfetta costruzione. Così le reali sproporzioni del Cristo non si avvertono, sopraffatti dalla posa azzeccata e rivelatrice, mentre tutti i dettagli anatomici sono levigati al pari di quelli fatti da madre natura. Ogni piega, ogni sporgenza della pelle, incavo tra le ossa, ogni vena sulle braccia e sulle mani sottolineano la carnalità di un corpo che è a tutti gli effetti di uomo, con un suo peso, una sua gravità, in netto contrasto con la Vergine, surreale e dal viso perfetto anche nella prova del dolore.

La Pietà  – Michelangelo Buonarroti (particolare) – 1497/1499

Se pure come nella maggior parte delle opere di Michelangelo, anche in questa la bellezza è soprattutto riposta nella visione frontale, non si può da lì goderne a pieno, infatti, porzioni magnifiche di materiale scultoreo sono visibili solo affacciandovici sopra, come ad esempio il volto del Cristo, bellissimo ma nascosto e il costato, dove una perfetta anatomia si disegna sotto la pelle oramai senza tono e si incolla sulle ossa che creano una reale sensazione tattile, così come nelle gambe, dove un drappo interrompe le linee morbide con bordi netti e pieghe precisamente elaborate. Per quanto la scultura sia la rappresentazione di un uomo ormai degradato nel corpo e di una donna che ne constata la fine, la possanza di Michelangelo si rivela al suo massimo grado e il risultato non può che essere magnifico.

Inutile descrivere i ceselli delle mani, dei piedi, e confrontare anche qui la grandezza anatomica bistrattata, tutta l’opera segue propri canoni rappresentativi dei corpi, e se in altre sculture come “Il David”, Michelangelo ha adottato lo stratagemma di aumentare le misure delle parti più lontane per far sì che appaiono ben proporzionate all’osservatore, anche in questa ha aumentato la figura della vergine affinchè anche se più indietro, appaia protagonista ma non solo, come in un affresco pregiottesco, ha conservato l’uso di ingigantire i particolari principali quali le mani sorreggitrici, (come nel David dove la mano che stringe il sasso è più grande del normale) gigantesche se paragonate a quelle non molto lontane, del Cristo.      

La Pietà  – Michelangelo Buonarroti (particolare) – 1497/1499

Nel vorticoso disegno compositivo, si percepisce in modo misterioso il corpo freddo del Cristo e il calore dei drappeggi che lo avvolgono, si sente la sua gravità e nonostante questo, si sente lieve il peso che risulta essere sopra la Vergine, che lo tiene senza nessuno sforzo grazie all’amore materno.

Oltre la perfezione dello scolpito realistico, la composizione Michelangiolesca si spinge verso la rappresentazione ideale, dell’archetipo materno esaltato nel suo splendore al massimo grado anche nella tragedia.

Capolavoro assoluto.     

La Pietà” fu commissionata ad un giovane Michelangelo di soli 24 anni da Jacopo Galli, destinata alla Cappella di Santa Petronilla, dove effettivamente fu collocata con grande onore. Nel 1517 venne trasferita nella sagrestia della Basilica di San Pietro, infine nel 1749 fu collocata nella prima cappella a destra della navata dov’è tutt’ora.

Nel 1972 “La Pietà” fu oggetto dell’attacco vandalico di un geologo australiano proclamatosi Gesù reincarnato, che la colpì violentemente con martellate al volto e a un braccio. I gravi danni furono riparati con un restauro eseguito in modo da ricostruire tutto com’ era senza lasciare traccia.

La Pietà  – Michelangelo Buonarroti (particolare) – 1497/1499

Una particolarità di questa scultura è la firma riportata sulla fascia della Vergine dove c’è il nome di Michelangelo. L’artista era solito non firmare le sue opere ma sembra che in questo caso abbia voluto farlo, stanco di sentire tessere le lodi della sua scultura e di non esserne riconosciuto come autore, in quanto il suo nome non aveva ancora raggiunto grande fama in quel periodo.

L’altra particolarità sta nella dentatura del Cristo. Da una visione ravvicinata si nota “il dente del peccato”, ossia un incisivo centrale in più. Pare che questa caratteristica già usata da artisti rinascimentali e precedenti, tenda a sottolineare un legame con il peccato. Nel “Giudizio Universale” molti demoni  e personaggi dannati ne fanno sfoggio. Sul perchè Michelangelo abbia voluto scolpire questo particolare nel Cristo si è scritto molto, probabilmente per renderne una visione contaminata dal peccato, quindi più umana.             

La Pietà  – Michelangelo Buonarroti (particolare) – 1497/1499

Pubblicato da McArte

Michele Maioli

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