Leonardo Da Vinci – Il Cartone di Burlington House

Leonardo da Vinci – Il Cartone di Burlington House

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Leonardo Da Vinci – Cartone di Burlington House – 1501

Chi era Leonardo Da Vinci? Perché la sua opera è così importante? Perché rimane una pietra miliare nel panorama artistico mondiale di tutti i tempi?

Studioso di anatomia, biologia, astronomia, matematica, ingegneria, meccanica.

Nonostante la pittura sia stata solo una delle sue passioni, non l’unica come invece era per quasi tutti i pittori contemporanei, Leonardo ha lasciato in questo campo testimonianze fondamentali, imprescindibili nella formazione di ogni artista ed ancora oggi inarrivabili capolavori.

Ne è prova uno dei suoi disegni, una delle sue opere “incompiute” che inizialmente doveva essere il bozzetto per la realizzazione di una pala d’altare per la chiesa di Santissima Annunziata in Firenze.

La qualità di questo disegno a carboncino, biacca e sfumino, ci fa capire chi è Leonardo, perfetto esecutore dall’ispirazione divina anche in un’opera preparatoria che poi non completò mai, si dice per impegni che lo richiedevano altrove, o forse perché la riteneva già così pienamente compiuta e appagante.

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Leonardo Da Vinci – Cartone di Burlington House (particolare) – 1501

La qualità stilistica leonardesca è impressionante, sia nella veridicità della posa, dei corpi, delle anatomie, sia nella resa prospettica, che quasi scolpisce nel foglio i volumi come se non fosse un disegno a biacca e carboncino ma una scultura in marmo.

L’opera fu eseguita su carta nel 1501 e misura 141 x 104 cm. Denominata “Cartone di Sant’Anna“, rappresenta la Madonna, Sant’Anna e i piccoli Gesù e Giovanni Battista. Con la definizione di “cartone” si intendeva indicare appunto il disegno preparatorio per un dipinto, un bozzetto da far vedere al committente prima di iniziare il lavoro vero e proprio.

L’importanza di questi disegni fu sempre trascurata, al punto che moltissimi sono andati perduti, sia di Leonardo che di altri, fino a quando il Vasari iniziò a collezionarli, riservandogli l’importanza che meritavano.

Conosciuto anche come “Cartone di Burlington House”, ebbe una storia travagliata, fino a quando, passando di mano in mano, fu acquistato nel 1763 dall’inglese Rubert Udney che lo custodì nella sua residenza di Burlington House da cui il nome, in seguito nel 1962 fu trasferito alla National Gallery di Londra.

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Leonardo Da Vinci – Cartone di Burlington House – 1501

La composizione apparentemente semplice, nasconde una studiata geometria insospettabile.

In un’immagine speculare, la Madonna posa seduta sul ginocchio di Sant’Anna, simbolo della sua discendenza da lei, in quanto è la figlia, ma la posizione mostra anche una parità di valore perché le due donne sono in realtà alla stessa altezza e anzi, sembrano fondersi in un unico corpo con quattro gambe e due teste, degno di una figura mitologica.

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Leonardo Da Vinci – Cartone di Burlington House (particolare) – 1501

Il Gesù è stranamente in mezzo alle due donne e sorretto da entrambe, come se fosse frutto non solo di Maria ma anche di Anna, allungato per raggiungere il cugino. Singolare è anche la posizione del Battista, escluso dal gruppo, quasi crucciato mentre Gesù gli solleva il mento e lo benedice con il gesto canonico, quasi con fare minaccioso.

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Leonardo Da Vinci – San Giovanni Battista – 1513/1516

Altri particolari interessanti completano la composizione: l’indice della Santa puntato verso il cielo ad indicare la provenienza divina, già riscontrato in altre opere (“San Giovanni Battista” 1513-1516, “Ultima Cena” 1494-1498, “Madonna Dei Fusi” 1499-1507); la sua espressione, completamente incurante del figlio Battista e rivolta esclusivamente alla Madonna e infine, i piedi della Vergine, ancora abbozzati dove però sembra evidente il disegno del sinistro scalzo e il destro fornito di calzare.

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Leonardo Da Vinci – Cartone di Burlington House (particolare) – 1501

Ci possiamo soffermare sulla virtuosità artistica di Leonardo, l’uso del chiaroscuro nella testa della santa, incredibilmente realistico oppure nella testa della Vergine delicatissimo, eccellente nelle ombreggiature del collo e nella testa scapigliata del Battista.

Come sempre, preciso nell’ anatomia e nei dettagli, Leonardo propone il suo tratto scompigliato ma risultante morbidissimo nelle ombreggiature impalpabili, identificativo dei suoi disegni, dove riesce a far emergere da un turbine di segni vorticosi delle figure incredibilmente ordinate e perfette, curando moltissimo la profondità, studiando nei minimi particolari la composizione, non tralasciando mai il resto della scena che anche se privo di riferimenti, non è mai spoglio ma di una elaborata, quasi astratta definizione segnica.

Ultimo particolare degno di nota è la mano della santa che ci illustra la procedura del lavoro leonardesco: abbozzata con pochi segni di carboncino mentre praticamente tutto il resto intorno è finito, ci rivela che Leonardo era così sicuro delle sue conoscenze artistiche di anatomia da affidarsi completamente all’uso del chiaroscuro sia per le ombreggiature ma anche per la definizione della forma e i dettagli.

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Leonardo Da Vinci – Cartone di Burlington House (particolare) – 1501

Come in ogni opera di Leonardo che si rispetti anche in questa vogliamo trovare un mistero: vista la perfezione, la bellezza, la qualità del cartone, perché Leonardo non ha rifinito il particolare decisamente importante della mano con l’indice puntato verso il cielo? Perché lo ha lasciato, unico punto incompleto tra le strutture protagoniste dell’opera? Forse lo ha reputato finito così, lasciando in sospeso quel particolare per qualche motivo o veramente è fuggito verso chi sa quali urgenti impegni come raccontano le cronache, abbandonando i frati committenti con un palmo di naso ?

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