Petr Pavlensky – Artista? Pazzo? Rivoluzionario o Politico?

Petr Pavlensky – Artista? Pazzo? Rivoluzionario o Politico?

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Petr Pavlensky – Cattedrale di Kazan, San Pietroburgo – 2012

Sono molti gli artisti che si servono di performance più o meno estreme per manifestare dissensi politici in paesi in cui sono in atto conflitti bellici, istituzionali o civili: Regina Josè Galindo in Guatemala, Ai Weywey in Cina, Natali Vaxberg Cohen in Israele, Marina Abramovic in Serbia, e molti altri sparsi in tutto il mondo, ma pochi arrivano a un tale grado di disprezzo per il proprio corpo, inversamente proporzionale alla convinzione nella causa per cui manifestano, come Petr Pavlensky.

Petr (o Pyotr) Andreevich Pavlensky nato nel 1984, è di nazionalità russa.
Definirlo artista è sicuramente riduttivo se non addirittura un modo per sminuire tutto quello che fa.

In bilico tra l’essere martire o caso psichiatrico, Pavlensky è conosciuto come performer ma soprattutto come attivista in lotta per i diritti umani in Russia dal 2012, contro il totalitarismo del governo russo in modi che lasciano allibiti, cruenti, auto flagellanti, masochistici.
Ha studiato Arte monumentale all’Accademia di Arte e Industria a San Pietroburgo, nel 2012 fonda un giornale virtuale su web, dove Arte e politica si uniscono, dove c’è spazio per critiche e gesti dimostrativi.

 

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Petr Pavlensky – Cattedrale di Kazan, San Pietroburgo – 2012

La sua notorietà arriva però sempre nel 2012, quando per protestare contro la incarcerazione delle “Pussy Riot” si presenta davanti alla Cattedrale di Kazan in San Pietroburgo con le labbra cucite, un’azione già conosciuta nel mondo artistico (David Wojnarowicz 1954-1992, statunitense) ma sempre sconvolgente. Soccorso e ricoverato, viene giudicato incredibilmente sano di mente e rilasciato.

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David Wojnarowicz – Untitled, in collaborazione con Phil Zwickler and Rosa von Praunheim, tratto dal film “Silence = Death” – 1990

In seguito dichiarerà che i motivi del suo gesto sono dovuti alla solidarietà con le componenti del complesso “Pussy Riot” e nella loro performance in chiesa, le paragona a Gesù nel tempio citando il vangelo di Matteo (Matteo 21,12-13: Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «La Scrittura dice: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di ladri».).

 

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Pussy Riot – Performance in chiesa

Uno dei motivi fondamentali e ricorrenti delle proteste e performance, è appunto la denuncia della corruzione dilagante nell’amministrazione russa e la lotta per il diritto degli artisti a manifestare ed esprimersi liberamente.

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Petr Pavlensky – Cattedrale di Kazan, San Pietroburgo – 2012

Nello stesso anno Reuters, inserisce la foto di Pavlensky con la bocca cucita tra le migliori 98 foto del 2012.

Nel Maggio 2013, si fa portare, avvolto in un rotolo di filo spinato, all’ingresso principale dell’Assemblea Legislativa di San Pietroburgo e rimane nudo per terra fino a che le forze dell’ordine non intervengono e lo liberano. In seguito spiegherà l’atto come protesta contro le misure repressive approvate dal governo atte a limitare la libertà individuale delle persone, ad egemonizzare il possesso dei mass-media, ad intimidire la popolazione con mezzi considerati illeciti in altri posti da parte dello stesso stato, all’introduzione del reato di blasfemia e la persecuzione degli omosessuali.

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Petr Pavlensky – Carcass – 2013

La sua performance che chiama “Carcass” (carcassa) è un atto di ribellione contro quell’insieme di leggi volte alla repressione non di crimini e criminali ma di idee e possibilità di attivismo civile del popolo stesso, leggi che generano un numero crescente di prigionieri politici.

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Petr Pavlensky – Carcass – 2013

Pavlensky inoltre è cosciente del pericolo di una spersonalizzazione individuale dovuto ad una crescente voglia di controllo delle masse che come mandrie, si vogliono privare di coscienza, ridurre ad automi il cui solo scopo è lavorare, consumare, riprodursi. Come un capo di bestiame inerte, appunto una “carcassa”, è avvolto immobile nel filo spinato, protezione e gabbia. Il rischio conscio captato dagli artisti occidentali negli anni del boom economico, si presenta in questo caso con decenni di ritardo in Russia, dove se la restrizione della libertà personale è sempre stata una costante, non lo erano i pericoli del consumismo.

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Petr Pavlensky – Piazza Rossa – 2013

Nel Novembre 2013, nel giorno dedicato alla Polizia Russa, Pavlensky si propone in una protesta che è assurdo definire solo performance artistica. Davanti al Mausoleo di Lenin, sulla Piazza Rossa, si inchioda a martellate, lo scroto alla pavimentazione. Rimane così, nudo fino a quando la polizia non lo copre e lo arresta. Questo è il suo modo di protestare contro le forze dell’ordine russe che giudica corrotte e ipocrite.

Nel 2014 Pavlensky organizza l’azione “Maidan” in favore del sostegno alla rivoluzione in Ucraina. Erige una barriera di pneumatici ed altro materiale di scarto su un ponte di San Pietroburgo a cui lui e i suoi collaboratori danno fuoco fino a che la polizia non interviene e li arresta con l’accusa di vandalismo.

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Petr Pavlensky – Maidan – 2014

Nell’Ottobre dello stesso anno, Pavlensky nudo, seduto sul tetto del centro Serbsky, si taglia il lobo di un orecchio con un grosso coltello per protesta contro l’abuso politico della psichiatria in Russia, spesso usata per togliere di mezzo i dissidenti.

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Petr Pavlensky – Centro Serbsky – 2014

Il 9 Novembre di questo anno, Pavlensky cosparge di benzina e dà fuoco alle porte della Lubjanka, sede del Servizio di Sicurezza Federale Russo. Arrestato immediatamente, processato per vandalismo, Pavlensky ha dichiarato di voler essere processato per terrorismo ed essere dichiarato terrorista in contrapposizione allo stato Russo. Pochi minuti dopo l’atto incendiario, un video dell’azione girava già sul web.

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Petr Pavlensky – Lubjanka – 2015

 

Il simbolismo riscontrabile in questa sua nuova ed al momento ultima azione distruttrice, sembra voler indicare, nella porta della sede del servizio di sicurezza, l’entrata dell’inferno, l’opposto della salvaguardia del cittadino ma anzi luogo di sua sopraffazione da parte dello stato.

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Petr Pavlensky – In carcere

Non è stato meno eclatante quello che è successo al suo accusatore nel processo per vandalismo per aver appiccato il fuoco sul ponte di San Pietroburgo. L’investigatore Yasman, incaricato di seguire il suo caso, si è poco a poco mostrato solidale con Pavlensky fino a rassegnare le sue dimissioni e ad entrare nel gruppo di protesta “Voina” di cui Pavlensky fa parte. L’avvocato difensore del gruppo, Dmitry Dinze, ha di recente rilasciato una intervista dove non trova strano questo comportamento, visto che anche lui era un investigatore della polizia russa e che anche lui si è dimesso quando vollero costringerlo ad accusare di omicidio un innocente.

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Petr Pavlensky

Pavlensky asserisce che molti poliziotti e membri dell’amministrazione statale si sentono stritolati in un sistema corrotto, marcio e sono molti quelli che non ne vorrebbero più fare parte.

Pavlensky durante l’arresto, ha avuto uno scambi di opinioni anche con Irina Klementyeva, l’investigatrice assegnata per sostituire Yasman. Ma dopo aver assistito alla performance in cui Pavlensky si tagliava parte di un orecchio, anche l’investigatrice ha lasciato il caso. Le testimonianze di solidarietà sembrano giungere copiose a Pavlensky, sia dai cittadini che dai facenti parte delle forze dell’ordine:

“Molte persone mi scrivono lettere di sostegno, dicono che la loro visione del mondo è stato trasformato a causa del mio lavoro”,

ha detto Pavlensky,

”Spesso si scusano per aver pensato in un primo momento che ero pazzo e che quello che faccio è una sciocchezza”.

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Petr Pavlensky

Pavlensky nelle sue dichiarazioni resta conscio del fatto che le sue azioni possono aiutare a cambiare il modo di pensare della gente, ma che la possibilità che questo avvenga sarà dovuta in grossa parte ai funzionari del governo e ai mass-media.
Petr Pavlensky, artista? Pazzo? Rivoluzionario o Politico?

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