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Ares Ludovisi – 320 a.c. scuola di Lisippo

Ares Ludovisi –  320 a.c. scuola di Lisippo

Ares Ludovisi – 320 a.c. scuola di Lisippo

L’”Ares Ludovisi” è probabilmente la copia marmorea di un più antico bronzo greco forse risalente al 320 a.c. , uno dei molti capolavori che sono pervenuti a noi purtroppo solo tramite scultori romani.

Non sapremo mai quanto queste copie siano fedeli agli originali, anche se è lecito pensare che gli originali, visto anche i pochi giunti a noi, erano di qualità eccelsa e per  questo furono studiati e ricopiati più volte. Insomma è auspicabile pensare che se questa copia in marmo dell’”Ares” detto “Ludovisi”, poiché da subito fece parte della “Collezione Ludovisi, è di fattura magnifica, l’originale in bronzo lo fosse ancora di più, fosse ancora più dettagliato, probabilmente aveva anche i raffinati intarsi in altro materiale a formare le cornee degli occhi bianche e le labbra rosse in rame, come nei “Bronzi Di Riace” o nel “Cronide”. E’ anche probabile che se le proporzioni e la posa erano già  facilmente riproducibili con i metodi scoperti al tempo dei romani, la delicatezza del modellato e la meticolosità dei dettagli non lo erano, senza contare il fatto che la lavorazione del marmo e quella del bronzo sono ben diverse e in quest’ultima i Greci furono maestri assoluti.      

Ares Ludovisi (particolare) – 320 a.c. scuola di Lisippo

Si potrebbe quindi pensare che le copie romane giunte a noi paragonate agli originali in bronzo, ci potrebbero fare lo stesso effetto che ci fa la copia del David di Michelangelo posta in Piazza della Signoria confrontata con la versione originale sita nel Museo dell’Accademia. Spesso chi uscendo dagli Uffizi si trova davanti a Palazzo Vecchio, ci passa davanti senza notarla, e anche se è ugualmente realizzata in marmo e nelle stesse dimensioni, la ignora perché di scarsa qualità nel modellato e si fa distrarre dalle  sculture forse meno famose ma originali lì vicine. Così guardando questo “Ares Ludovisi” già bellissimo in marmo al punto da far sospettare che sia proprio un originale del II° secolo a.c., possiamo solo immaginare come poteva essere l’originale in bronzo e rammaricarci di non poterlo osservare direttamente. 

Ares Ludovisi (particolare) – 320 a.c. scuola di Lisippo

Detto questo, godiamo della scultura giunta a noi che anche se probabilmente copia, resta di pregevole fattura, lo si vede nelle mani  liberate dal marmo in ogni fessura, sospese assieme all’enorme elsa di spada (restaurata dal Bernini) a costruire un gioco di volumi, di pieni e di vuoti, difficilmente realizzabili nel fragile marmo. Lo si osserva nelle possenti spalle, rilassate nell’attesa e descritte in ogni fibra muscolare.

Ares Ludovisi – 320 a.c. scuola di Lisippo

 L’”Ares Ludovisi” è in verità particolare, dal volto tranquillo, sembra scevro della furia della battaglia anche se stringe l’arma pronto e lo scudo non gli è lontano. Quest’ultimo è posto accanto allo scranno, a ricordare una ruota del suo terribile carro. Eppure perfino l’elmetto giace ai suoi piedi, lì dove si intravede forse la ragione della sua tranquillità: è Cupido, frutto del suo amoreggiare con Venere lì presente che ne mitiga le furie?

Ares Ludovisi (particolare) – 320 a.c. scuola di Lisippo

L’”Ares Ludovisi” fu da subito elogiatissimo presso i collezionisti seicenteschi, le sue cure furono affidate a Lorenzo Bernini nel 1622, che lo restaurò in più punti. E’ stato classificato come copia di un bronzo del IV° secolo della scuola di Lisipppo, ma non sono mancati i pareri contrari, non si sa quanto fondati, potrebbe infatti rappresentare non il dio della guerra ma Achille, in attesa di scatenare la sua ira nel momento del suo rifiuto della battaglia. Questa ipotesi nasce dal sito del ritrovamento , dove antiche testimonianze narrano che  avrebbe dovuto esserci appunto una statua in marmo dell’iroso greco facente parte di un gruppo scultoreo nel Tempio di Nettuno al Circo Flaiano. In questo caso il marmo sarebbe appunto un originale del II° secolo a.c.. In forza di questa ipotesi, è stato esposto al Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps accanto ad una statua identificata come Teti, la dea madre di Achille ma……… Che ci farebbe Cupido fra i piedi di Achille?     

Ares Ludovisi (particolare) – 320 a.c. scuola di Lisippo

     

Pubblicato da McArte

Michele Maioli

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