Jhon Bauer – Il pittore tra gnomi e troll

Jhon Bauer  – Il pittore tra gnomi e troll

Jhon Bauer – “Guarda, disse la madre Troll. Guarda i miei figli! Non troverai troll più belli su questo lato della luna” – 2015

 

Il nome di Jhon Bauer (1882-1918) potrà suonare sconosciuto, in realtà è stato un artista svedese tra i più famosi nell’Europa settentrionale, sia per la sua opera, interessante ma soprattutto folkloristica, sia per la sua storia tragica di cui, a causa dei soggetti dipinti per tutta la vita, si è mitizzato il finale tanto da avvolgere tutto in un alone di candido mistero, come la neve che ricopre le più nascoste distese svedesi.

Jhon Bauer – Princess Tuvstarr Stares in the Water Looking for Her Heart

 

Nato a Jönköping, a 16 anni si trasferì a Stoccolma dove studiò alla Royal Swedish Academy of Arts.

Iniziò ben presto a illustrare riviste e conobbe l’artista Ester Ellqvist che poi diventò sua moglie nel 1906.

 

Jhon Bauer e Ester Ellqvist

 

La sua opera acquistò subito  grande fama in Svezia, Bauer diventò presto fine illustratore di copertine, riviste e libri (“De Gyllene Böckerna”,  “Ljungars Saga”, “Länge”) con varie tecniche: disegno, acquerello, stampe, ma si cimentò anche in quadri a olio e in seguito in affreschi.

La vita artistica di Jhon Bauer fu particolarmente influenzata dai suoi viaggi. Fin dalla giovane età fu affascinato dai territori più selvaggi della Svezia, dalle regioni della Lapponia, dove è tutt’ora presente l’etnia Sami.

Uomo dell’etnia Sami

 

Studiò gli usi e i costumi di questo popolo nomade dedito all’allevamento di renne, dai tratti somatici e i capelli scuri, evidentemente retaggio etnico distintivo sopravvissuto da una lontana provenienza caucasica.  Nel 1904 rimase circa un mese con loro, disegnandoli e fotografandoli, immagazzinando immagini di suppellettili, monili, vesti, espressioni, volti, creando un vero archivio della cultura lappone dell’epoca.

 

Uomini Sami

 

Fu affascinato da questo popolo che si era abituato alle impervie terre gelate, soprattutto ne apprese le storie e le leggende. In seguito viaggiò anche in Europa con la moglie Ester, in Germania e in Italia dove si soffermò a visitare i grandi artisti rinascimentali, prediligendo la Toscana. Si innamorò delle opere di Botticelli, il Ghirlandaio e Piero della Francesca da cui in seguito trasse ispirazione per i suoi lavori. Soggiornò per alcuni mesi a Siena e a Roma. Anche in questo caso la sua ricerca si soffermò sullo studio degli oggetti antichi, medioevali che riprese e inserì poi nelle sue illustrazioni.

 

Jhon Bauer – Trolls

 

La più conosciuta opera di Bauer è la raccolta di illustrazioni pubblicata in “Bland Tomtar Och Troll” (Tra Gnomi  E Troll) del 1907, un libro di autori semisconosciuti che racconta fiabe e leggende nordiche. Bauer produsse gli originali lavori su tavole quadrate dalle dimensioni di 20, 25 cm. La maggior parte delle opere fu dipinta con una cromia che va dal grigio al verde al marrone, la stessa che si può riscontrare nei boschi, ma fu stampata nelle prime edizioni in scale di grigio.

 

Jhon Bauer – La Chiave D’Oro

 

Fu un grandissimo successo, soprattutto per le sue immagini che dettero vita e volti a gnomi, troll, fate e altri esseri incantati. Bauer fu anche grande descrittore della flora del sottobosco, delle piante, muschi e licheni tipici della sua zona che lui studiò meticolosamente prima di disegnarli.

 

Jhon Bauer – “Oh my, What a little runt! exclaimed the Troll”, The Boy Who Was Never Afraid – 1912

 

Fondendo il materiale raccolto nei suoi viaggi, analizzando e riproducendo i tratti somatici dei popoli del nord, Bauer riuscì a ricostruire quel mondo incantato che da sempre era presente nell’immaginario scandinavo, con abile descrizione di dettagli, ambienti, personaggi. E’ possibile individuare  anche una forte influenze preraffaellita contrapposta alle rudi costituzioni riprese dai sami.  Da allora le leggende e le fiabe scandinave ebbero un corrispettivo di riferimento nei suoi disegni, nei suoi quadri ma non solo, è stato infatti punto di riferimento inprescindibile per molte delle illustrazioni di libri Fantasy posteri e molti personaggi di film dello stesso genere, fino a quelli più recenti e conosciuti come la serie de “Il Signore Degli Anelli” e “Lo Obbit”.

 

Jhon Bauer – The Frog Became a Beautiful Fairy Girl

 

L’aspetto fiabesco e folkloristico a cui erano legati suoi lavori, la forte diffusione dei libri illustrati, favorì la sua fama che crebbe, tanto da varcare i confini Svedesi e da imporlo come uno dei più conosciuti illustratori di quel genere.  I libri che vedevano la sua collaborazioni furono tradotti in più di dieci lingue.

 

Jhon Bauer – The Princess And The Trolls – 1913

 

Nel 1918 mentre faceva ritorno da uno dei suoi viaggio verso la casa di Stoccolma in compagnia della moglie e del figlio Bengt di soli due anni, quando era all’apice del successo,improvvisamente scomparve nelle gelide acque del lago Vättern, sopraffatto dal naufragio del battello a vapore di cui era passeggero.

 

Jhon Bauer

 

La fatalità volle che la famiglia Bauer avesse prenotato all’ultimo momento il viaggio in battello, deviando dalla rotta solita, la fatalità volle che il primo battello disponibile trasportasse anche merci pesanti (stufe di ferro, aratri, macchine per cucire, botti), la fatalità volle che le merci imbarcate in un momento in cui il tempo era sereno, fossero ammucchiate sul ponte e non ben assicurate nella stiva, la fatalità volle che invece il tempo volgesse al brutto e una delirante tempesta sconvolgesse il carico eccessivo lasciato libero di scivolare per tutto il ponte e infine la fatalità volle che il battello sballottato, si rovesciasse.

 

Jhon Bauer – Magic Flowers

 

Fulmineo, il naufragio colse tutti i 24 passeggeri così di sorpresa che molti morirono ancora chiusi nelle loro cabine. Il battello fu riportato a galla solo nel 1922. L’operazione fu filmata e seguita in tutta la Svezia. Iniziò così la fase leggendaria che accompagnò da lì in poi Jhon Bauer, si cominciò a vociferare che le streghe, i troll, gli esseri incantati di cui tanto aveva scritto, si erano vendicati di lui facendolo scomparire nel lago ad appena 500 metri dal porto, e addirittura si tentò di individuare un’assonanza tra la sua triste fine e uno dei racconti che aveva illustrato “Agneta e il re del mare”, dove si parlava appunto di una bambina ingoiata dal mare.

 

Jhon Bauer – Try And Fenrir

 

Per capire quanto sia stata fondamentale l’opera di Jhon Bauer, basta elencare i vari musei dove albergano sue opere: Nationalmuseum di Stoccolma, il Museo di Arte di Göteborg e il Malmö konstmuseum, mentre in Germania a Ebenhausen c’è il personale museo Jhon Bauer.

 

Jhon Bauer – Trolls In Starlight

 

Nel 1982, anno del centenario della sua nascita, è stato emesso un francobollo svedese con illustrazioni riprese da “Bland Tomtar Och Troll” e lo scultore Hultström ha creato un busto in bronzo di Bauer attualmente nella galleria nazionale del ritratto nel castello di Gripshom.

 

Monumento a Jhon Bauer

 

Tra le sue opere, è doveroso citare l’ultima, un olio fatto per l’auditorium della scuola Karlskrona flickläroverk nel 1917. La mitica dea nordica della fertilità “Freja” è qui rappresentata con le sembianze della moglie Ester. Dai capelli lunghissimi e biondi, siede tra vesti candide, splendente di una luce interna simile a quelle delle icone, dai lineamenti dolci e sensuali, l’espressione rilassata, si eleva in verità da un contesto molto semplice e scarno per la sola forza interiore e in una posa studiatamente simmetrica, si mostra in tutta la sua sensualità.

Jhon Bauer – Freja

 

 

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